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Corona tace. Carboni e Silvestri respingono le accuse

Fabrizio Corona si è avvalso della facoltà di non rispondere al gip. Quanto a Silvestri (accusato di aver riciclato il denaro che sarebbe stato pagato dai vip), il suo legale ha detto che gli assegni derivano da rapporti regolari di lavoro
POTENZA - Fabrizio Corona si è avvalso della facoltà di non rispondere al gip, nell'interrogatorio di garanzia, oggi pomeriggio, nel Tribunale di Potenza.
Corona, subito dopo, ha lasciato il Palazzo di giustizia per fare ritorno in carcere.
«Corona - ha confermato il suo avvocato, Francesco Strano Tagliareni - si è avvalso della facoltà di non rispondere. L'ho trovato tranquillo, sta bene, per quanto si possa stare bene in carcere, un ambiente che mi ha descritto e che io giudico accettabile. Domattina presenteremo ricorso al tribunale del riesame. Siamo in attesa di valutare compiutamente l'ordinanza, sotto l'aspetto soprattutto della competenza territoriale perchè ovviamente è fondamentale in questo momento».
La scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere deriva - ha spiegato l'avvocato - dal fatto che «in questo momento siamo in una condizione di estremo svantaggio. Il pubblico ministero e il giudice conoscono il processo a fondo e noi ne abbiamo appena sentito l'odore. Se non si può portare un alibi preciso, e in questo momento non si può fare, allora è meglio non rispondere».
«Nel merito - ha aggiunto Strano Tagliareni - mi riservo di guardare bene l'ordinanza, perchè non c'è stato ovviamente il tempo, e poi prenderemo le nostre decisioni». Ai giornalisti che gli chiedevano la posizione di Corona sulla vicenda, l'avvocato ha risposto che «il mio assistito ha sempre detto quello che pensa. Lui ha sempre sostenuto che si tratta di una prassi comune, ordinaria, e come sapete Corona non ha capacità decisionale sulle pubblicazioni delle foto, e anche questo fa parte della nostra linea difensiva. E' convinto di aver sempre agito nel lecito e quindi è quello che cercheremo di dimostrare. Il clima dell'interrogatorio è stato molto sereno, molto tranquillo, molto rilassato. Aveva la maglietta bianca con il marchio della sua società ma era ben coperta da un giubbotto. Ha risposto solo alle domande di vita sulle condizioni familiari ed economiche».
Quando nel pomeriggio Corona ha incontrato il suo avvocato gli ha chiesto notizie «dei parenti, della famiglia, delle persone che gli vogliono bene. Non mi è parso provato da questa esperienza - ha concluso Strano Tagliareni - anzi mi ha detto che ha dormito 13 ore, come non gli capitava da anni. Intende ringraziare per il modo molto urbano, cortese e civile con il quale è stato trattato, anche durante il viaggio, sereno e nemmeno in manette. Era molto tranquillo da questo punto di vista«, ha concluso il legale.

Tutt'altro comportamento per Marcello Silvestri che (accusato di aver riciclato il denaro che sarebbe stato pagato dai vip), è stato ascoltato a lungo. "L'interrogatorio e' durato molto - ha detto uno dei suoi legali, Patrizia Franco - il mio assistito ha respinto le accuse, gli assegni derivano da rapporti regolari di lavoro".
"Silvestri - ha aggiunto l'avvocato - non sta molto bene, è molto provato e in carcere è stato sottoposto a una terapia di cura. Abbiamo chiesto la scarcerazione o misure meno afflittive. Il giudice - ha concluso - si è riservato di decidere domani".
Inoltre, il gip di Potenza, Alberto Iannuzzi, ha interrogato Andrea Carboni, una delle tre persone arrestate e detenute in carcere.
Carboni - che è figlio di Flavio Carboni, coinvolto in passato in vicende giudiziarie di rilievo nazionale - e' accusato di aver organizzato, insieme a Fabrizio Corona, quello che il gip, nell'ordinanza, ha definito il "ramo d'azienda" dell'associazione per delinquere finalizzato allo sfruttamento della prostituzione.
Carboni, secondo l'accusa, selezionava le ragazze da far prostituire con "facoltosi imprenditori e manager" e si occupava anche delle "strutture logistiche" e di "tempi e modalità" del traffico, oltre che del prezzo delle prestazioni sessuali.
In particolare, gli investigatori hanno accertato tre casi di reclutamento di ragazze da far prostituire: una in un noto albergo di Cernobbio (Como), al prezzo di mille euro, un'altra in un hotel di Vicenza, con compenso di 500 euro. A Vicenza la ragazza - accompagnata con autista da Rimini - incontrò un manager della filiale italiana di una nota casa automobilistica americana. L'incontro evidentemente ebbe successo perchè lo stesso manager e altri rappresentanti italiani della stessa casa automobilistica ebbero un incontro, sempre secondo l'accusa, con
"alcune ragazze individuate da Riccardo Schicchi" (da ieri agli arresti domiciliari) nell'abitazione in Sardegna di Carboni.
Secondo l'accusa, tutto fu organizzato nei minimi dettagli, compreso un volo privato da Roma a Olbia.
Al termine dell'interrogatorio di garanzia, uno dei legali di Andrea Carboni, l'avvocato Renato Borzone, all'uscita del Tribunale ha detto: «Esemplificando è come se fosse stato un interrogatorio per un omicidio senza cadavere. Incomprensibile la vicenda, incomprensibile l'accusa, incomprensibile la competenza territoriale, incomprensibile l'arresto».
«Il mio assistito - ha aggiunto Borzone - sta bene, è reattivo perchè sa di non aver nulla da temere».

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