Martedì 19 Gennaio 2021 | 16:49

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Agricoltura lucana, chiesto stato crisi

I cambiamenti climatici hanno favorito la maturazione fuori tempo delle colture orticole e la verdura resta invenduta (anche a causa della concorrenza dei prodotti stranieri)
POTENZA - Verdure lasciate marcire nei campi per mancanza di mercato, oltre la metà della produzione di agrumi invenduta: una vera ecatombe per l'agricoltura lucana per la quale la Giunta regionale ha richiesto al ministero delle Risorse agricole lo stato di grave crisi. Gli imprenditori agricoli lucani sono ora alle prese anche con i cambiamenti climatici, che hanno favorito la maturazione fuori tempo delle colture orticole. Le produzioni si accavallano ma non riescono a collocarsi sul mercato a causa della diminuzione dei consumi interni e della concorrenza delle produzioni straniere. «Il non poter distinguere tra provenienze locali, nazionali ed estere e la mancanza di etichettatura obbligatoria - sostiene l'assessore all'Agricoltura della Baslicata Gaetano Fierro - non permette al consumatore di muoversi agevolmente sul mercato, dove spuntano prezzi troppo bassi e quindi non remunerativi. Quest'anno è rimasto invenduto oltre il 60 per cento della produzione orticola regionale, cui bisogna aggiungere il 50 per cento circa dell'intera produzione di agrumi. Siamo in presenza di una situazione senza precedenti che costringe gli agricoltori a distruggere sul campo le produzioni, perdendo in questo modo sia una prospettiva di reddito sia gli investimenti realizzati. Secondo una valutazione provvisoria, i danni subiti dalle aziende agricole, già pesantemente indebitate, superano i 20 milioni di euro, mentre è diminuito del 30 per cento rispetto al triennio precedente il prezzo unitario medio delle produzioni".

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