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«Italiani ostaggi fino a fine maggio»

All'agenzia stampa Ansa è giunta una e-mail con la firma di un portavoce dei guerriglieri del "Mend", il movimento di protesta del Niger. Il sottosegretario Danieli ha parlato a telefono con uno dei due tecnici dell'Eni prigionieri. (Nella foto, Cosma Russo, l'ostaggio originario di Bernalda, in provincia di Matera)
Nigeria - La moglie di Cosma Russo «Confermo che non ci sarà il rilascio degli ostaggi italiani prima della fine di maggio 2007. Questo perché siamo in attesa di un nuovo governo che, speriamo, sarà più ragionevole dfi quello al potere. Non c'è nessuna trattativa in corso per il rilascio degli ostaggi». Lo afferma Jomo Gbomo, portavoce del Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger, in una mail inviata all'Ansa.
«Il vostro vice ministro degli Affari Esteri - afferma Gbomo - non concluderà nulla. Tornerà indietro con vuote promesse. Il presidente nigeriano è un bugiardo patologico. Un uomo senza onore. Prometterà al ministro molte cose ma non farà niente».
«All'inizio della nostra campagna, abbiamo avvertito le compagnie petrolifere che il governo nigeriano era senza potere per proteggerle contro di noi. Solo ora hanno cominciato a prenderci sul serio. È chiaro a chiunque che le compagnie petrolifere e i loro lavoratori dipendono dalla nostra clemenza, e clemenza abbiamo mostrato. Quanto a lungo continueremo a fare questo, non posso dirlo».

«Non abbiamo nulla da dire al governo italiano - prosegue il portavoce del Mend, Jomo Gbomo, nella sua mail all'Ansa -: conosce la situazione nel Delta del Niger da quando l'Agip ha cominciato a operare qui. La nostra promessa è di non dare preoccupazioni al governo italiano fino a quando il flusso del petrolio sarà destinato alle necessità del popolo italiano».
«Alle famiglie degli ostaggi - scrive ancora Gbomo - chiediamo sinceramente scusa perché tratteniamo i loro cari. Partecipiamo in questo periodo alla loro ansia e assicuriamo loro che nessun danno verrà fatto ai loro cari per mano nostra. Saranno rilasciati. Quando? Non lo diciamo. Al popolo italiano (diciamo, n.d.r.) che noi siamo gente normale che combatte per la riparazione di una grave ingiustizia. Noi desideriamo la presenza di qualsiasi compagnia straniera che porti occupazione per la nostra gente».
«La presenza dell'Agip e di tutte le altre compagnie petrolifere nel Delta del Niger - aggiunge il portavoce del Mend - ha portato solo miseria al nostro popolo. Non abbiamo strade, elettricità, acqua potabile, scuole, ecc. La mia gente vive in baracche fatte di frasche, cartone e legno, bevendo da fiumiciattoli salmastri inquinati dal petrolio dove si lava e fa i suoi bisogni. È imperativo bloccare il flusso del petrolio dal Delta del Niger per il bene delle nostre generazioni future. Non faremo progressi fino a quando non avremo giustizia per il popolo del Delta o finché non metteremo fine alla violenza contro la nostra terra compiuta dalle irresponsabili compagnie petrolifere e dal governo nigeriano».

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