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San Carlo di Potenza: stop antiabortisti

L'azienda ospedaliera non ha rinnovato la convenzione con il Centro aiuto alla vita. Il caso sollevato dai Radicali Lucani. Tante le donne lucane che per abortire si devono spostare di regione
POTENZA - L'Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza, Michele Cannizzaro, non rinnoverà la convenzione tra il Centro aiuto alla vita e l'Azienda ospedaliera stipulata nel 2000 per attività relative all'interruzione volontaria della gravidanza all'interno dell'ospedale. Lo ha deciso il direttore generale Michele Cannizzaro pur ritenendo «giuridicamente legittima» la convenzione stessa. Il caso era stato sollevato dai Radicali Lucani e dall'Associazione Coscioni che avevano chiesto di non rinnovare la convenzione in quanto lederebbe la privacy delle donne sostenendo che l'associazione può svolgere le sue attività fuori dall'ospedale e non all'interno mentre invece la convenzione le ammetteva nel reparto di ostetricia e ginecologia. L'azienda ospedaliera ha invece autorizzato il Cav «allo svolgimento presso questa Azienda delle attività di volontariato contemplate nello statuto associativo, nel rispetto della normativa vigente, e solo su esplicita richiesta dei soggetti interessati all'offerta di aiuto di codesta associazione".
Dell'attività di volontariato sarà data adeguata informazione all'utente che potrebbe essere potenzialmente interessata all'offerta dell'associazione». L'attività di volontariato dovrà essere svolta in un locale appositamente assegnato. Il segretario dei Radicali Lucani, Maurizio Bolognetti, giudica il provvedimento «un successo, che è pero solo una piccola tappa della battaglia in corso da anni per ottenere una concreta applicazione della legge 194/78 in Lucania». La Basilicata - dice Bolognetti - «vanta il record di medici obiettori di coscienza all'aborto, il record di donne che abortiscono al di fuori dei confini regionali». Per i Radicali con il mancato rinnovo della convenzione viene «sanata una ferita inferta alla legalità. Appare evidente che l'Azienda ha inteso accogliere tutti i rilievi mossi alla convenzione che per sette anni è intercorsa tra San Carlo e Cav - sottolinea Bolognetti -. Nei giorni scorsi avevamo ripetutamente affermato che era inaccettabile l'aver consentito la presenza degli operatori del Cav all'interno delle Unità Operative di ostetricia e ginecologia nei giorni previsti per la prenotazione e l'espletamento dell'iter per l'intervento di interruzione volontaria della gravidanza. Avevamo anche affermato che la convenzione violava palesemente la legge sulla privacy». I Radicali proseguono però la loro iniziativa. «Domani mattina - dice il segretario lucano - presenteremo un esposto a firma Bernardini-Bolognetti alla Procura di Potenza, sulla convenzione intercorsa con il Cav e su quella, tuttora operativa, con l'associazione Difendere la vita con Maria».

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