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Gildo Claps: per anni ho chiesto di andare nel sottotetto

POTENZA – “Chiedevamo da 20 anni di andare in quel sottotetto, fin dal giorno della scomparsa di Elisa, quando entrai nella Chiesa della Santissima Trinità e, per intuito o istinto, pensai di salire ai piani superiori dell’edificio, ma mi dissero che le porte erano chiuse e che non avevano le chiavi, e per anni nessuno ha disposto ispezioni”. Lo ha detto Gildo Claps, fratello di Elisa. L'arcivescovo di Potenza, monsignor Agostino Superbo, ha deposto oggi per circa tre ore nel processo contro le donne delle pulizie accusate di aver mentito al pubblico ministero sulla data reale del ritrovamento del cadavere di Elisa Claps
Gildo Claps: per anni ho chiesto di andare nel sottotetto
POTENZA – L'arcivescovo di Potenza, monsignor Agostino Superbo, ha deposto oggi per circa tre ore davanti al giudice onorario Marina Rizzo nel processo contro le donne delle pulizie accusate di aver mentito al pubblico ministero sulla data reale del ritrovamento del cadavere di Elisa Claps nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità, a Potenza, il 17 marzo 2010.

Il pubblico ministero, Laura Triassi, e il difensore della famiglia, Giuliana Scarpetta, hanno annunciato di voler valutare la trasmissione degli atti alla Procura dopo aver rilevato alcune incongruenze nelle parole del presule, in particolare in riferimento alla telefonata che l’arcivescovo ebbe dal viceparroco della Trinità che gli disse di aver visto “un cranio” proprio nel sottotetto. Il vescovo ha sempre detto di aver capito “un ucraino”. Incalzato dalle domande del pm e dell’avvocato, monsignor Superbo ha detto, ad alta voce: “Avete diritto di non crederci, ma questa è l’unica verità”. Poco dopo ha aggiunto: “Non ho mai avuto notizia del ritrovamento prima del 17 marzo e sfido chiunque a dimostrare il contrario”.

“E allora sfida me”, ha gridato in aula la madre di Elisa, Filomena Iemma che, alla fine dell’udienza, avvicinata dai giornalisti, ha detto di “provare vergogna per un vescovo di questo tipo: come il parroco della Trinità anche lui vuole portarsi il segreto nella tomba”.

Quando è uscito dall’aula, monsignor Superbo non ha risposto a nessuna delle domande fattegli dai giornalisti. Il processo continuerà il prossimo 8 luglio.

 “Chiedevamo da 20 anni di andare in quel sottotetto, fin dal giorno della scomparsa di Elisa, quando entrai nella Chiesa della Santissima Trinità e, per intuito o istinto, pensai di salire ai piani superiori dell’edificio, ma mi dissero che le porte erano chiuse e che non avevano le chiavi, e per anni nessuno ha disposto ispezioni”. Lo ha detto Gildo Claps, fratello di Elisa, testimoniando stamani, a Potenza, davanti al giudice onorario Marina Rizzo, nel corso del processo a carico di Annalisa Lo Vito e Margherita Santarsiero, le donne delle pulizie della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza, accusate di false dichiarazioni al pubblico ministero per aver mentito sul ritrovamento del corpo di Elisa Claps nel sottotetto della chiesa, avvenuto ufficialmente il 17 marzo del 2010.

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