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S’indaga nei rifiuti per scovare chi non differenzia

di FRANCESCO RUSSO
LAVELLO - Mentre in alcuni centri, compreso Potenza, la raccolta differenziata non è ancora partita, a Lavello scatta la tolleranza zero nei confronti di chi abbandona per strada le buste di immondizia (in città non ci sono più i cassonetti) senza recarsi alle isole ecologiche. Scovando tra i rifiuti si riesce spesso a risalire al proprietario. E sono dolori di... tasca
S’indaga nei rifiuti per scovare chi non differenzia
di FRANCESCO RUSSO

LAVELLO - A Lavello si fa sul serio. Tolleranza zero nei confronti di chi tenta di aggirare le nuove regole sulla raccolta differenziata, che si basano sul sistema «porta a porta» abbinato ad alcune «isole ecologiche» mobili. Una ventina di ingiunzioni di pagamento sono arrivare nelle case di alcuni cittadini che avevano provato a bypassare quanto stabilito dal Comune di Lavello per la consegna dei rifiuti, abbandonando per strada le buste di immondizia (in città non ci sono più cassonetti, ndr.). Per loro, una sanzione amministrativa di una sessantina d’euro, che dopo non essere stata pagata si è trasformata in un’in - giunzione. Ma come si è fatto a risalire ai contravventori? Con sistemi di videosorveglianza piazzati in alcuni punti del paese ma anche con il controllo accurato dei rifiuti. Basta trovare, nei sacchetti, una busta di lettera stracciata con ancora visibile l’indirizzo ed il gioco è fatto: il Comune riesce a scoprire la persone che hanno abbandonato i rifiuti e scatta la multa.

Pochi mesi fa, con una deliberazione del Consiglio comunale di Lavello è stato approvato il nuovo Regolamento di Polizia Urbana che all’art. 23, comma 1, contempla espressamente che «è assolutamente vietato gettare, versare o depositare abusivamente su area pubblica o di uso pubblico, qualsiasi rifiuto, immondizia, residuo solido, semi-solido e liquido e in genere materiale di rifiuto e scarto di qualsiasi tipo, natura e dimensione anche se racchiuso in sacchetti o contenuto in recipienti».

Le ingiunzioni finora arrivate sono una ventina, ma a queste devono aggiungersi le sanzioni comminate e regolarmente pagate dai trasgressori. I casi sono diversi. Un paio di mesi fa, si legge in una delle ingiunzioni, «in via dei Cappuccini nei pressi dell’isti - tuto agrario, a seguito di controlli ambientali eseguiti con l’ausilio del personale della società Astea, volti alla verifica della raccolta differenziata dei rifiuti urbani, venivano trovate buste abbandonate contenenti rifiuti indifferenziati, tra cui copie di documenti dai quali si risaliva alla identità del trasgressore».
Ma c'è anche il sacchetto gettato nei pressi della Fontana di San Felice, nell’estrema periferia di Lavello, o quello ritrovato in via della Libertà, con all’interno documenti appartenenti ad un cittadino successivamente multato. Sanzioni, anche nei confronti di chi lascia l’immondizia davanti alla sede dell’Astea, la società del Comune che si occupa proprio della raccolta differenziata. Il lavoro, in quel caso, lo hanno fatto le telecamere di videosorveglianza.

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