Mercoledì 13 Novembre 2019 | 06:40

Il Biancorosso

serie c
Vivarini e il «modulo cangiante»: così il Bari diventa un'orchestra

Vivarini e il «modulo cangiante»: così il Bari diventa un'orchestra

 

NEWS DALLE PROVINCE

BatPalazzo Della Marra
Maltempo a Barletta, si stacca pezzo di cornicione a Pinacoteca

Maltempo a Barletta, si stacca pezzo di cornicione a Pinacoteca

 
BrindisiIl vertice
Bomba a Brindisi, piano evacuazione per 50mila persone: c'è anche il carcere

Bomba a Brindisi, piano evacuazione per 50mila persone: c'è anche il carcere

 
TarantoL'inchiesta
Ilva, pm Milano chiede archiviazione accuse per fascicolo-madre sui Riva

Ilva, pm Milano chiede archiviazione accuse per fascicolo-madre sui Riva

 
Lecceil film Disney
Giuliano Sangiorgi nella colonna sonora di Frozen 2

Giuliano Sangiorgi nella colonna sonora di Frozen 2

 
BariLe iniziative
Bari, un giardino e il videomapping: l'Amgas prepara il Natale

Bari, un giardino e il videomapping: l'Amgas prepara il Natale

 
Foggianel Foggiano
S.Giovanni Rotondo, terapia innovativa su 22 bambini affetti da paralisi cerebrale

S.Giovanni Rotondo, terapia innovativa su 22 bambini affetti da paralisi cerebrale

 
Potenzala visita
Ministro Lamorgese a Potenza: «Reati diminuiti, ma vigiliamo»

Ministro Lamorgese a Potenza: «Reati diminuiti, ma vigiliamo»

 
Materameteo
Maltempo, tromba d'aria nel Materano, scuole chiuse

Maltempo, tromba d'aria nel Metapontino, acqua a fiumi per le strade. Domani scuole aperte

 

i più letti

Potenza, «Riesumate quel corpo è mio padre»

POTENZA – Dopo 18 anni di battaglie legali, potrebbe vedersi riconosciuto il diritto a un cognome e a una famiglia – almeno dal punto di vista della legge – e quindi mettere la parola “fine” ad anni “di sofferenze, di mezze verità e di speranze”: domani, infatti, il corpo della persona che dovrebbe essere il padre naturale sarà riesumato a Potenza per l’esame del Dna, e quindi fornire ai giudici la prova ultima per chiudere la vicenda
Potenza, «Riesumate quel corpo è mio padre»
POTENZA – Dopo 18 anni di battaglie legali, potrebbe vedersi riconosciuto il diritto a un cognome e a una famiglia – almeno dal punto di vista della legge – e quindi mettere la parola “fine” ad anni “di sofferenze, di mezze verità e di speranze”: domani, infatti, il corpo della persona che dovrebbe essere il padre naturale sarà riesumato a Potenza per l’esame del Dna, e quindi fornire ai giudici la prova ultima per chiudere la vicenda. A raccontare questa storia è Angelo Narcisi, seguito passo dopo passo dalla moglie e dalla figlia: “E' anche per loro - spiega – che voglio la certezza legale di quanto ho raccontato in tutti questi anni”.

E la racconta di nuovo, ai giornalisti, questa storia fatta di abbandoni, riconoscimenti, emigrazione e contrasti. La madre l’ha concepito nel 1958 con un imprenditore potentino, già sposato: alla nascita “in gran segreto” viene lasciato in un istituto pugliese “perchè mio padre volle così, e lo impose a mia madre”, la quale “dopo due anni si trasferì all’estero e per rifarsi una vita e una famiglia”. Nei primi 18 anni, il presunto padre controlla il figlio nell’istituto pugliese e poi in quello lucano che lo ospitano, “ma sempre con discrezione”, racconta ancora Narcisi, che nel 1977 si trasferisce in Olanda. I contatti sono sporadici: qualche telefonata in azienda del presunto padre e le cartoline spedite in Italia ad ogni festività, “ma sempre recapitate al portinaio, che poi aveva il compito di consegnarle”.

Dopo il matrimonio, e la nascita della figlia, Angelo chiede di avere notizie della madre, ma viene sempre portato a rinunciarvi “per non rovinarle la vita”. Nel 1996 scopre che l'uomo è morto, e arriva a Potenza subito dopo il funerale: qui comincia la battaglia legale, poichè la famiglia “italiana” non vuol saperne di riconoscere quel parente olandese “e non so perchè – ha poi specificato Narcisi – ma mio padre non ha lasciato alcuna indicazione testamentaria”. Si entra quindi in Tribunale, fino a ottenere l’esame comparato del Dna con quelle che dovrebbero essere le sorelle, con una percentuale che potrebbe dimostrare la verità. Si passa in secondo grado, e il giudice dispone la riesumazione del corpo: avverrà domani “e non sarà un bel momento – spiega Narcisi – ma sarà utile per avere la conclusione di questa storia, da cui spero di ottenere no solo il riconoscimento legale della vicenda, e la conclusione della sofferenza, ma chiederò – ha concluso – anche il massimo per ottenere i danni e tutto quello che la legge stabilisce”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie