Sabato 15 Dicembre 2018 | 18:01

Basilicata transito per le «ecomafie»

POTENZA – La Basilicata “si conferma terra di transito” di traffici illeciti di rifiuti, “architettati in altre regioni”, e “non mancano i casi di grandi discariche illegali” scoperte nei terreni lucani: ma “nei numeri la Basilicata, pur scalando la classifica delle illegalità ambientali in termini relativi alle altre regioni, vede diminuire il numero di infrazioni in valore assoluto, nel 2012 erano 952 rispetto alle 821 del 2013”. E' quanto è emerso da “Ecomafia 2014”
Basilicata transito per le «ecomafie»
POTENZA – La Basilicata “si conferma terra di transito” di traffici illeciti di rifiuti, “architettati in altre regioni”, e “non mancano i casi di grandi discariche illegali” scoperte nei terreni lucani: ma “nei numeri la Basilicata, pur scalando la classifica delle illegalità ambientali in termini relativi alle altre regioni, vede diminuire il numero di infrazioni in valore assoluto, nel 2012 erano 952 rispetto alle 821 del 2013”. E' quanto è emerso da “Ecomafia 2014”, il rapporto realizzato da Legambiente. Nel testo viene ricordata, ad esempio, l’indagine “Black land’': i rifiuti, “dopo un vorticoso giro tra Campania e Puglia – ha spiegato Legambiente - venivano smaltiti anche in aree agricole della provincia di Potenza”.

Una discarica è stata scoperta lo scorso febbraio dalla Guardia di Finanza a Potenza, in località Pian di Zucchero, con 35 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi. Nel ciclo dei rifiuti le infrazioni invece sono aumentate leggermente passando da 114 a 126, così come i sequestri effettuati, da 30 nel 2012 a 47 nel 2013. Nel ciclo del cemento non si rilevano inchieste di particolare rilevanza ma dalle attività delle forze di polizia risulta che le infrazioni sono passate da 227 nel 2012 a 245 nel 2013, mentre i sequestri diminuiscono dai 52 del 2012 ai 26 dello scorso anno. A livello nazionale, sono 29.274 le infrazioni accertate nel 2013, principalmente nel settore agroalimentare: ben il 25% del totale, con 9.540 reati, più del doppio del 2012 quando erano 4.173. Il 22% delle infrazioni ha riguardato invece la fauna, il 15% i rifiuti e il 14% il ciclo del cemento. Il fatturato, sempre altissimo nonostante la crisi, ha sfiorato i 15 miliardi di euro.

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