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La Basilicata non ci sta a dire addio anche alla sede Istat

La scure della spending review continua ad abbattersi sulle sedi decentrate delle istituzioni statali. Ed una regione piccola e con poca «massa critica» come la Basilicata rischia di pagare il prezzo più alto in termini di spoliazioni. Dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dagli ambientalisti della Ola sulla possibile «decapitazione delle Soprintendenze ai beni Ambientali, monumentali ed archeologici, adesso tocca all’Istat
La Basilicata non ci sta a dire addio anche alla sede Istat
La scure della spending review continua ad abbattersi sulle sedi decentrate delle istituzioni statali. Ed una regione piccola e con poca «massa critica» come la Basilicata rischia di pagare il prezzo più alto in termini di spoliazioni. Dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dagli ambientalisti della Ola sulla possibile «decapitazione delle Soprintendenze ai beni Ambientali, monumentali ed archeologici, adesso tocca all’Istat. Questa volta l’allarme arriva direttamente dai vertici della Regione Basilicata.

Il presidente Marcello Pittella, in una lettera inviata al ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, ha posto la questione della riorganizzazione delle sedi territoriali dell’Istat, indicate dal governo «come esempi di spreco su cui intervenire» nell’am - bito del processo di riforma della Pubblica amministrazione. Il timore diffuso, naturalmente, è che si possa prendere in considerazione l’idea di tagliare proprio nelle regioni più piccole e meno densamente popolate, dove il rapporto strettamente numerico tra costi e benefici potrebbe sembrare nettamente a sfavore di questi ultimi. Senza tener conto dei diritti della cittadinanza.

Il presidente Pittella scrive al ministro: «Con un certo stupore ho letto, nella lettera del Governo indirizzata ai pubblici dipendenti, che le sedi territoriali dell’Istat tra vengono elencate tra gli esempi di spreco della Pubblica Amministrazione su cui intervenire. Sento la necessità di rappresentarLe che, per gli stretti e proficui rapporti di collaborazione con le strutture della Regione e degli Enti Locali, per l’indispensabile ruolo svolto per lo sviluppo dell’informazione statistica ufficiale a supporto delle politiche di governance e per la costante attività di diffusione della cultura statistica sul territorio, la sede territoriale dell’Istat per la Basilicata rappresenta un irrinunciabile punto di riferimento per i policy maker, gli studiosi, gli operatori economici e la cittadinanza tutta. Voglio sperare che i prospettati interventi non si risolvano in un ulteriore impoverimento del territorio. Le sedi regionali dell’Istat, infatti, sono strutture tecniche essenziali, la cui presenza sul territorio è garanzia della qualità e indipendenza della statistica ufficiale, e quindi tutt’altro che strutture improduttive da tagliare nell’ambito del processo di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione».

Questa l’accorata difesa da parte di Pittella alla sede regionale dell’Istat per la Basilicata, che rischia di «saltare», in barba a quanto pomposamente annunciato nella home page del sito internet dell’istituto, dove si legge: «La Sede territoriale per la Basilicata rappresenta l'anello di congiunzione tra l'Istat e il territorio e ne facilita il legame con la collettività, i rispondenti, le istituzioni. Oltre all'azione di coordinamento e di sostegno delle attività connesse con la produzione statistica, esso svolge una funzione di raccordo con gli enti locali del Sistan e sviluppa iniziative di ricerca a valenza territoriale». La notizia, come si diceva, fa il paio con quella di pochi giorni fa sul possibile accorpamento delle direzioni delle Soprintendenze. In questo caso L’ipotesi più accreditata è quella di un trasferimento della direzione regionale per i beni ambientali ed archeologici della Basilicata alla vicina Puglia, anche se tutt’ora le informazioni su tempi e modi del trasferimento della direzione regionale in Puglia non sono del tutto chiari. Per alcuni, infatti, si tratterebbe di cosa ormai praticamente fatta, mentre secondo altri ci sarebbe ancora spazio per una trattativa. Nel frattempo il popole degli ambientalisti, a partire dalla Ola, ha chiesto al al «Ministro Dario Franceschini di voler rafforzare le sedi della Basilicata ed i controlli per la salvaguardia dei beni ambientali e paesaggistici in una regione dove sono fortissimi gli interessi energetici e petroliferi in aree di grande interesse e pregio che resterebbero prive dei necessari controlli su torri eoliche e petrolifere». [g.lag.]

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