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De Luca: Potenza rinascerà grazie a tutti

di MIMMO SAMMARTINO
Il primo sindaco di centrodestra a Potenza, Dario De Luca, il sindaco dei miracoli, ha vinto le elezioni stravolgendo ogni pronostico. Non solo contro il suo avversario diretto, Luigi Petrone, professionista anch’egli, estraneo alla bottega dei politici di mestiere, ma contro gli apparati. Quelli di centrosinistra e quelli di centrodestra. De Luca risponde a tutti e ringrazia con il fare garbato che gli è proprio
De Luca: Potenza rinascerà grazie a tutti
di MIMMO SAMMARTINO

Il primo sindaco di centrodestra a Potenza, Dario De Luca, il sindaco dei miracoli, ha vinto le elezioni stravolgendo ogni pronostico. Non solo contro il suo avversario diretto, Luigi Petrone, professionista anch’egli, estraneo alla bottega dei politici di mestiere, ma contro gli apparati. Quelli di centrosinistra e quelli di centrodestra (Forza Italia, come il Nuovo centrodestra e l’Udc avevano infatti candidato a sindaco Michele Cannizzaro). Al ballottaggio De Luca ha più che raddoppiato i suoi voti (da 7.132 a 16.293) e aumentato le sue percentuali di tre volte e mezza (da 16,79% al 58,54%). Di contro il suo competitore, Luigi Petrone, ha perso, fra primo e secondo turno, circa novemila voti (passando dai 20.313 raccolti il 25 maggio a 11.541 dell’8 giugno), scivolando percentualmente dal 47,8% della prima tornata al 41,5% della partita decisiva.

Ma questo è il giorno della festa. E dei telefoni caldi per i complimenti: a mezzogiorno gli telefona la presidente nazionale di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni; alle 12 e 5 minuti, l’ex sindaco Vito Santarsiero; alle 12 e un quarto lo chiamano quelli dell’Anci nazionale. De Luca risponde a tutti e ringrazia con il fare garbato che gli è proprio. E che non ha abbandonato neppure nei momenti più concitati della campagna elettorale.

Sindaco De Luca, che il centrosinistra abbia subito una sconfitta, è indubitabile. Ma la fretta di mettere il cappello sul suo risultato anche da molti che, fino a oggi, s’erano mostrati tiepidi con la sua proposta, fa pensare all’antica usanza di correre in soccorso del vincitore. Lei come si spiega il suo exploit elettorale? «Gli elettori credo che abbiano ritenuto credibile la nostra proposta di cambiamento».

Elettori di destra o anche di centrosinistra? «Gli elettori di Potenza. Per raggiungere questo risultato, per me inatteso, i voti non possono che essere stati trasversali» .
Dunque, a un voto schierato si è aggiunto, a suo giudizio, anche un voto di protesta? «Ritengo proprio di sì. Il problema vero, e percepito da tutti, è quello di riuscire a trovare soluzioni adeguate per far rinascere questa nostra città. Su questo non c’è destra o sinistra che tenga. E neppure reggono le categorie “nuovo” e “vecchio”...».
A quello che lei definisce “forte messaggio di cambiamento” allora quali caratteristiche servono? «Servono persone competenti, leali e oneste».
Ritiene di essere stato il solo a esprimere questa istanza di cambiamento? «No. Ho avvertito questa esigenza in modo diffuso. Anche nei programmi del mio avversario Luigi Petrone. E questa percezione condivisa mi conforta sulla possibilità che, mettendo insieme le energie migliori, la città possa risorgere».

Si troverà davanti un Consiglio comunale a maggioranza di centrosinistra. Con chi pensa di poter realizzare i suoi programmi per la città? «Come ho detto, intendo parlare a tutti. Cercherò anche di far tesoro di tante ottime idee per la città che ho avuto modo di ascoltare, durante la campagna elettorale, da parte di altri candidati».

Pensa a una larga maggioranza? «Penso a una politica di servizio che guardi al bene della città. Rispetto la politica come funzione nobile, ma non credo alla politica politicante, alla politica degli apparati, che pensa a se stessa invece di risolvere i problemi di chi sta peggio e lascia tutto a marcire. Io parlerò con tutti, poi definirò le proposte e le cose da fare e sarò aperto a tutti quelli che si mostreranno disponibili a fare la propria parte. La città ha bisogno dell’aiuto di tutti».

È vero che pensa di proporre la presidenza del Consiglio comunale al suo avversario Luigi Petrone? «Ritengo che un ruolo di garanzia spetti alla controparte».
E la giunta con quali criteri la comporrà? «Lo dicevo prima. I requisiti devono essere competenza, lealtà e onestà. E poi penso a una giunta divisa al 50 per cento fra uomini e donne».
Ora che è sindaco, De Luca, ci indichi le priorità su cui intende lavorare... «Prima d’ogni cosa, occorre un esame approfondito del bilancio comunale per capire come davvero siamo messi. E quali risorse abbiamo per realizzare le cose che vanno fatte».
E poi? «E poi intendo dare risposte alla città nel suo complesso: al centro storico, alle periferie (i quartieri, ma soprattutto Bucaletto da riqualificare), alle contrade e alle aree rurali che talvolta vivono in assenza di servizi di civiltà. Per il centro storico va rivisto il sistema di trasporto pubblico, voglio riportarvi alcuni uffici comunali (a partire dall’anagrafe e da uno sportello di servizi) e riannodare uno spazio fisico con la nostra università. La città e l’ateneo devono smettere di ignorarsi, per percepirsi reciprocamente l’una come risorsa per l’altra. Quanto alla Ztl, per ora dovrà restare congelata. Poi si vedrà. Ma la questione delle aree rurali e quella di Bucaletto, che versa in condizioni vergognose, mi stanno particolarmente a cuore. I prefabbricati fatiscenti di Bucaletto sono una vergogna da cancellare. E le 500 famiglie che li abitano dovranno poter alloggiare in case dignitose. Per loro si dovrà cercare anche di salvaguardare i rapporti di vicinato».

Per concludere, sindaco De Luca, lei ascolta tutti, poi avanza una proposta di programma. Se sarà accolto il suo richiamo alla responsabilità condivisa, guiderà una giunta e una maggioranza di larghe intese. E se invece le rispondono “nisba”? «In quel caso si torna al voto. Spiegando ai potentini perché questo è accaduto. Su questo non ho alcun dubbio. Io sono un uomo libero e intendo esercitare la mia libertà esclusivamente per il bene di Potenza e dei potentini».

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