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Anziano imprenditore lucano, rapito in Venezuela

Vito Rocco D'Urso, 72 anni, è scomparso da ieri sera e i suoi familiari temono possa essere rimasto vittima di un sequestro. E' originario di Calvera, un centro della provincia di Potenza e risiede nello Stato di Barinas, nella zona sud-occidentale del Paese, dove è titolare di una grossa azienda agricola
ROMA - Un imprenditore italiano residente da oltre vent' anni in Venezuela, Vito Rocco, settantaduenne, è scomparso da ieri sera e i suoi familiari temono possa essere rimasto vittima di un sequestro.
Rocco - che è originario di Calvera, un centro della provincia di Potenza - risiede nello Stato di Barinas, nella zona sud-occidentale del Venezuela, dove è titolare di una grossa azienda agricola.
Ieri mattina Rocco, alla guida della sua autovettura, era diretto nella azienda, dove non è però arrivato. La Polizia ha trovato l' automezzo dell' imprenditore con le chiavi nel quadro e con i documenti.
Fonti diplomatiche e della polizia italiana a Caracas hanno confermato oggi che effettivamente una persona di nome Vito Rocco D'Urso è scomparsa da ieri sera a Barinas, e che la sua automobile è stata ritrovata alla periferia della città. Barinas è lo stato venezuelano di cui è originario il presidente Hugo Chavez.
A quanto risulta dall'anagrafe consolare Rocco D'Urso, che è un allevatore, si sarebbe naturalizzato venezuelano molti anni fa e non avrebbe più riacquisito la cittadinanza italiana.
Un esperto della polizia italiana ha ricordato che «tecnicamente per la legislazione venezuelana si può parlare di sequestro solo in presenza di una richiesta di riscatto, e questa per ora non c'è».
Certo, ha concluso, la «dinamica generale e il ritrovamento dell'automobile sembrerebbe non lasciare spazio ad altre ipotesi».

IMPRENDITORE SCOMPARSO, AVEVA PAURA DI RAPIMENTI LO RACCONTA UN CONOSCENTE DEL SUO PAESE NATALE, IN BASILICATA
Aveva paura di essere rapito Vito Rocco, l' imprenditore italo-venezuelano scomparso da ieri sera nel paese sudamericano, probabilmente sequestrato. Lo aveva raccontato l' anno scorso ad un compaesano di Sarconi (Potenza), il suo paese natale, durante una vacanza estiva.
«Era preoccupato per i rapimenti - spiega Giuseppe Di Muccio, impiegato al Comune -. Diceva che sono il problema principale del Venezuela. E' la stessa cosa che dicono i tanti abitanti di Sarconi emigrati là. La situazione in Venezuela in questi anni è proprio cambiata. Una volta gli emigranti si costruivano la casa in paese con i soldi guadagnati là. Ora rientrano in Italia per fuggire la miseria e avere la pensione sociale».
Non era il caso però di Vito Rocco. In Sudamerica aveva una grande azienda agricola, era decisamente benestante. Ma proprio per questo, aveva paura di essere rapito. «E' una brava persona - racconta Di Muccio -. Un uomo prestante, con i baffi, che parla ancora bene l' italiano. In Venezuela c' è andato che era ancora un ragazzo, insieme alle sorelle, per raggiungere il padre, che aveva fatto fortuna là. La madre era rimasta in Italia, dove è morta. La famiglia è di Sarconi, solo la madre era di Calvera (Potenza)».
Vito si era sposato in Venezuela con una donna di là e aveva avuto due figlie. «Da quello che mi ha detto - racconta Di Muccio - aveva mandato le ragazze a studiare in Svizzera. Negli ultimi anni veniva almeno una volta all' anno in paese. Era l' unico che era rimasto in Sudamerica, le sue sorelle erano rientrate in Italia».
Sarconi, sui monti dell' appennino lucano, è famoso per i suoi fagioli. In paese, nella casa del padre di Vito, abita ancora una delle sorelle, Ersilia. Altre due, Vincenza e Maria, vivono in un paese vicino, Grumento Nova (Potenza).
Vito Rocco non è il primo emigrante di Sarconi che cade vittima del clima di violenza che regna in Venezuela. «Nel 1997 - ricorda Di Muccio - un giovane del paese, Gianfranco Cuntò, è stato ucciso là per rapina».

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