Lunedì 10 Dicembre 2018 | 07:07

Sospese Anna La Rosa e Cesara Buonamici

Rispettivamente, 4 e 6 mesi di sospensione. L'ha deciso il consiglio dell'Ordine dei Giornalisti del Lazio, in relazione a due inchieste condotte dal Pm di Potenza Henry John Woodcock
Anna La Rosa e Cesara Buonamici ROMA - «Il consiglio dell'Ordine dei Giornalisti del Lazio, nella riunione odierna, ha preso le seguenti decisioni: sei mesi di sospensione per Cesara Buonamici e quattro mesi di sospensione per Anna La Rosa». Ne da notizia un comunicato dell'Ordine dei Giornalisti del Lazio.
I nomi delle giornaliste Cesara Buonamici e Anna La Rosa sono comparsi in due distinte inchieste della Procura della Repubblica di Potenza, entrambe condotte dal pm Henry John Woodcock.
Cesara Buonamici è stata coinvolta - ma mai indagata - nell' inchiesta che nel giugno scorso ha portato all' arresto del principe Vittorio Emanuele di Savoia. Secondo gli inquirenti (basata su intercettazioni telefoniche), Buonamici si era proposta all' imprenditore Ugo Bonazza (legato al principe) come intermediaria per far ottenere al gestore messinese di slot machines Rocco Migliardi le autorizzazioni dei Monopoli di Stato, in cambio di una percentuale.
Lo stesso Migliardi, sentito dal pm, aveva confermato che Bonazza gli aveva annunciato l' intervento di Buonamici, che poi non sarebbe avvenuto. La giornalista, sentita dagli inquirenti - secondo quanto reso noto all' epoca dal difensore, Giulia Bongiorno - ha negato categoricamente di conoscere Migliardi.
Anna La Rosa (mai coinvolta nell' inchiesta che ha riguardato Vittorio Emanuele di Savoia) è stata indagata da Woodcock nel dicembre del 2003, in una maxi-inchiesta che aveva coinvolto anche ministri e vip. Secondo il pm, dalle intercettazioni telefoniche emergeva che la giornalista aveva invitato nella sua trasmissione gestori di cliniche private in cambio di sontuosi regali (in particolare, un orologio d' oro e brillanti) e aveva promesso di intervenire a loro favore presso un giudice, in cambio del pagamento del catering di una festa.
Woodcock aveva chiesto al gip l' arresto della giornalista, senza ottenerlo. L' inchiesta è stata poi trasferita, per competenza territoriale, in parte a Roma e in parte a Perugia, ed è stata archiviata in entrambe le città.

LA ROSA: SOSPENSIONE INIQUA, PRONTA A RICORSO
«Non conosco il testo del provvedimento il cui esito è stato divulgato alle agenzie di stampa prima ancora che all'interessata». Così Anna La Rosa commenta il provvedimento di sospensione dalla professione per sei mesi adottato nei suoi confronti dall'Ordine dei giornalisti del Lazio.
«Se mi verrà notificato il provvedimento - continua l'ex direttore della Tsp Rai - proporrò ai miei legali immediato ricorso per la totale infondatezza della decisione della quale sono francamente esterrefatta. In attesa di conoscere la decisione e le sue motivazioni, continuerò a svolgere la mia professione con la consueta correttezza della quale peraltro ho fornito, purtroppo senza alcun esito, ampia prova documentale al consiglio regionale».
«Mi dispiace molto rilevare - dice ancora la giornalista - che mentre la giustizia ordinaria, dopo un lungo, puntuale e rigoroso lavoro, vaglio di atti, testimoni e documenti, ha escluso qualsiasi comportamento illecito, disponendo l'archiviazione della vicenda originata dall'indagine della procura di Potenza del 2003, al contrario il mio ordine professionale, all'esito di un unico colloquio di pochi minuti - conclude - ha irrogato una sanzione tanto dura che iniqua e per me incomprensibile».

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