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Un tempo da... lupi per la Parata dei Turchi dai 1.400 figuranti Le polemiche: lupi & turchi «Una vergogna»

POTENZA - Chiacchiere, qualche nocciolina, una pannocchia arrostita e poi tutti in religioso silenzio per guardare la sfilata dei Turchi. Che sia viale Dante o il centro storico, il copione non cambia: quando inizia la parata, tutti osservano e si lamentano per il freddo che fa e che a Potenza pare durare proprio fino San Gerado. Tutti guardano con stupore lo spettacolo che ogni anno si ripete e si chiedono cosa ci sarà di nuovo, di diverso
Un tempo da... lupi per la Parata dei Turchi dai 1.400 figuranti  Le polemiche: lupi & turchi «Una vergogna»
POTENZA - Chiacchiere, qualche nocciolina, una pannocchia arrostita e poi tutti in religioso silenzio per guardare la sfilata dei Turchi. Che sia viale Dante o il centro storico, il copione non cambia: quando inizia la parata, tutti osservano e si lamentano per il freddo che fa e che a Potenza pare durare proprio fino San Gerado. Qualcuno posta su Facebook, foto che in breve faranno conoscere la sfilata a chiunque. Tutti guardano con stupore lo spettacolo che ogni anno si ripete e si chiedono cosa ci sarà di nuovo, di diverso. Molti di quelli che prima erano bambini, che sentivano raccontare di costumi presi a Cinecittà, di figuranti pagati e arrivati da fuori, ora si ritrovano a sfilare per quel patrono che tutti aspettano con ansia. Al passaggio dei vigili e dei carabinieri, gli spettatori si sistemano sul marciapiede, ma la curiosità è tanta. I momenti in cui questo silenzio si rompe sono al passaggio di Cipollino, a quello della iaccara (il palo che verrà poi bruciato a fine sfilata) e a quello della nave che porta San Gerardo bambino, intento nella sua benedizione per i cittadini. In quel momento c’è u n’esultanza che fa sentire tutta l’attesa di un anno.

Quando però i turchi arrivano in via Pretoria, tutto cambia. Inizia il via vai dei venditori ambulanti intenti a chiudere le proprie bancarelle per non ostruire troppo il passaggio già fin troppo sacrificato. Nonostante questo si crea ugualmente un imbuto. Parte qualche polemica per quegli ambulanti che occupano troppo spazio, ma la musica degli organetti e dei tamburelli mette a tacere tutti. Qualcuno, nella folla, vede passare le quattro porte, San Gerardo, San Luca, San Giovanni e Portasalza, e le conta sulle dita di una mano come a voler controllare che nessuno si sia sbagliato. Che sia tutta una invenzione o abbia radici storiche, per una sera non ha alcuna importanza. Guardando la sfilata c’è chi si chiede dove siano gli sputafuoco e quando tutto finisce, e si accorge della loro assenza, si lamenta. Qualcun altro invece se la prende con la lentezza fra i vari protagonisti. Del resto che festa sarebbe senza nemmeno una polemica. Tutti, però, restano stupiti dalla novità dell’anno: due lupi fanno parte della sfilata. Alla fine i due animali diventano la vera attrazione di tutta la serata. Ma non è ancora finita.
Dopo la sfilata, l’appuntamento è a piazza Sedile per vedere bruciare la iaccara. E’ quello uno dei momenti che chiude questa parte ludica e apre a quella religiosa della processione. [a.fan.]

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