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Uccide a fucilate il cognato e un nipote

MATERA - L'altra sera la lite, l'ennesima, furibonda, la notte poi passata senza dormire, pensando a quei due parenti, a quelle due "carogne"; poi, Antonio Saponara, agricoltore di 43 anni, ha imbracciato il fucile da caccia e ha ucciso il cognato Giovanni Lauria, di 34 anni, e suo nipote, Giuseppe De Rosa, di 27, risparmiando invece un altro allevatore (foto Genovese)
Uccide a fucilate il cognato e un nipote
GORGOGLIONE (MATERA) – Ieri sera, la lite, l'ennesima, furibonda, la notte poi passata senza dormire, pensando a quei due parenti, a quelle due "carogne"; stamani, Antonio Saponara, agricoltore di 43 anni, ha imbracciato il fucile da caccia e ha ucciso il cognato Giovanni Lauria, di 34 anni, e suo nipote, Giuseppe De Rosa, di 27, risparmiando invece un altro allevatore che si trovava in un fuoristrada insieme alle due vittime: "Tu non c'entri, non sei una 'carognà a te non ti ammazzo".

Siamo nella collina materana, nelle campagne che lambiscono il confine tra Cirigliano, Gorgoglione e Stigliano: tre piccoli paesi dove l’agricoltura e l’allevamento sono ancora la principale attività di molte famiglie. Saponara e Lauria erano cognati, l’uomo ucciso conviveva con la sorella del suo assassino, ma litigavano spesso, per il rapporto con la donna e per vecchie "ruggini" dovute anche a questioni di proprietà di terreni. Un rapporto sempre più difficile, senza denunce, ma fatto di tanti litigi, culminati con quello di ieri sera, il preludio al duplice omicidio.

Per tutta la giornata i Carabinieri, coordinati dal pm di Matera, Anna Franca Ventricelli, hanno esaminato il passato di Saponara, che ha piccoli precedenti e che lavora anche come operaio forestale per la Comunità montana, e quello delle sue vittime. La dinamica, invece, è parsa subito chiara: stamani, Saponara ha atteso Lauria e De Rosa nei pressi di una sbarra. Sapeva che, per andare a lavorare nei terreni di loro proprietà, dovevano passare proprio da quel punto. Li ha visti, erano seduti nei posti anteriori del fuoristrada, forse hanno litigato ancora, poi ha sparato con un fucile da caccia semiautomatico calibro 12: quattro colpi, due ciascuno. Li ha uccisi, poi ha guardato il terzo uomo, si è rivolto a lui e lo ha graziato.

Quasi come se nulla fosse, Saponara ha voltato le spalle, il testimone è fuggito, chiedendo aiuto. Pochi minuti e sul posto c'erano i sanitari del 118 e i Carabinieri. I sanitari non hanno potuto far altro che accertare la morte dei due uomini, mentre i militari dell’Arma hanno avviato le verifiche scientifiche e la ricerca dell’assassino. C'è voluto poco: quando lo hanno trovato era calmo. Poi non ha risposto alle domande degli investigatori ed è stato trasportato nel carcere di Matera. Le accuse sono di duplice omicidio volontario e premeditato e porto abusivo di arma da fuoco.

E adesso le piccole comunità di Cirigliano e Gorgoglione si interrogano su un duplice omicidio nato da vecchi rancori che nessuno, però, pensava potessero sfociare in tutto questo. I due sindaci, eletti solo domenica scorsa nell’ultima tornata elettorale, Giuseppe Filippo (Gorgoglione) e Franco Galluzzi (Cirigliano), hanno proclamato il lutto cittadino, rinviando a data da stabilire le cerimonie religiose e le manifestazioni legate ai culti arborei. Perchè qui, in questi due piccoli paesi della collina materana, nessuno ha intenzione di far finta di niente.

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