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Prodi spinge la ricerca del petrolio in Basilicata

di MIMMO SAMMARTINO
POTENZA - Romano Prodi ragiona sulle opportunità che possono derivare dalle risorse che abbiamo. E che, al momento, non sono sfruttate come potrebbero. E ha fatto riferimento (anche) al petrolio lucano. A quello estraibile su terraferma e all’altro che si potrebbe estrarre sulle coste. Dinanzi alla necessità di reperire risorse per il Paese, davanti al disorientamento di chi non sa dove cercarle, l’ex presidente del Consiglio dice: per trovare i soldi che servono, dice lui, basterebbe mettersi a scavare
Prodi spinge la ricerca del petrolio in Basilicata
di Mimmo Sammartino

POTENZA - Romano Prodi ragiona sulle opportunità che possono derivare dalle risorse che abbiamo. E che, al momento, non sono sfruttate come potrebbero. E ha fatto riferimento (anche) al petrolio lucano. A quello estraibile su terraferma e all’altro che si potrebbe estrarre sulle coste. Dinanzi alla necessità di reperire risorse per il Paese, davanti al disorientamento di chi non sa dove cercarle, l’ex presidente del Consiglio dice: per trovare i soldi che servono, dice lui, basterebbe mettersi a scavare. Prodi si riferisce alle estrazioni petrolifere e cita, fra le realtà che potrebbero dare di più, Basilicata e regioni vicine. Fra giacimenti di terraferma e quelli in mare, dice, si potrebbe moltiplicare la produzione.Non ignora che molte perplessità riguardano sicurezza e protezione dell’ambiente («sono per tutti una priorità»). Né nega che «il principio di precauzione» debba avere «la precedenza su tutto». Purché però, aggiunge, tutto questo non significhi «impedimento a fare». Perché, sostiene tra l’altro Prodi, «il nostro Paese ha conoscenze, tecnologia, esperienza per riuscirvi e ha una delle più severe legislazioni a tutela dell’ambiente e della sicurezza dei territori».

A queste affermazioni è seguito un grande silenzio in Basilicata. Gli ha risposto solo il giovane presidente del Consiglio regionale, Piero Lacorazza (Pd). «Meno male che lo stesso Prodi, dopo aver sottolineato che a suo parere occorre sfruttare tutte le risorse petrolifere disponibili, sostiene che “il principio di precauzione ha la precedenza su tutto” - dice Lacorazza. - È proprio per questo motivo che io sono fermamente contrario alle ricerche petrolifere (cioè alle trivellazioni) vicino alle coste. E poi voglio ricordare a me stesso, prima ancora che a Prodi, che con le risorse petrolifere la Basilicata contribuisce già quasi al 10% del fabbisogno energetico dell’Italia, e il completamento del programma dell’Eni, così come l’entrata in produzione del giacimento della Total, faranno lievitare a oltre il 15% il nostro contributo».

Lacorazza auspica che si possa ritrovare «lo spirito di collaborazione fra Istituzioni che proprio Prodi mostrò di avere a cuore con gli accordi del 1998, per verificare cosa non ha funzionato in questi anni e cosa possiamo fare di più (e meglio) innanzitutto per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini. Ci vuole una nuova intesa istituzionale fra Governo e Regione, lo Stato deve realizzare infrastrutture fondamentali e le compagnie petrolifere devono fare in Basilicata investimenti produttivi veri. Il tutto va fatto con equilibrio, oltre che con il già citato principio di precauzione. Lavoro e sviluppo, ambiente e salute non sono parole buone solo per i convegni. Devono essere l’architrave della nuova intesa». Si resta in attesa delle mosse del Governo. Domani il presidente della Regione, Marcello Pittella, incontra il ministro dello Sviluppo economico.

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