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Una scuola innovativa ma senza la sua sede

di MASSIMO BRANCATI
POTENZA - È una delle scuole più innovative con un forte «appeal» nei confronti dei ragazzi. Le iscrizioni, non a caso, sono aumentate in modo esponenziale sfondando il muro delle 400 unità. Ma il liceo Artistico di Potenza (l’evoluzione del vecchio istituto d’Arte) continua a fare i conti con una situazione logistica a dir poco precaria
Una scuola innovativa ma senza la sua sede
di MASSIMO BRANCATI
POTENZA - È una delle scuole più innovative con un forte «appeal» nei confronti dei ragazzi. Le iscrizioni, non a caso, sono aumentate in modo esponenziale sfondando il muro delle 400 unità. Ma il liceo Artistico di Potenza (l’evoluzione del vecchio istituto d’Arte) continua a fare i conti con una situazione logistica a dir poco precaria. La sua sede storica di via Anzio è alle prese con una ristrutturazione «infinita» e con la carenza di fondi che diluisce ulteriormente i tempi dei lavori. Da cinque anni l’istituto è ospite dell’ex Itc «Da Vinci», in piazza Bonaventura, a ridosso della torre Guevara. Struttura inadeguata, per spazi e divisioni, ad ospitare una scuola che fa della multiofferta didattica la sua forza. Sono previsti, infatti, diversi indirizzi: scenografia, multimediale, discipline pittoriche, architettura e ambiente, arti figurative, design tessile e arredamento.

L’attività, insomma, non è univoca per gli studenti, neppure per quelli di uno stesso anno: ci sono materie che si studiano tutti in classe e altre che, invece, determinano uno sdoppiamento degli alunni. Di qui la necessità di una sistemazione logistica più ampia e più rispondente alle esigenze dell’inse gnamento. «La Provincia - spiega la vice preside Antonella Marolda - per quanto possibile ci viene incontro, ci supporta, ma la nostra situazione, dal punto di vista strutturale, non è delle migliori. E sappiamo che i finanziamenti scarseggiano».

Ne pagano le conseguenze tutti, docenti e studenti. Qualche difficoltà in più per i ragazzi che frequentano il liceo Musicale: la mattina fanno lezione in aule ricavate nell’ex Torraca, mentre di pomeriggio, con lo stop delle attività del liceo Artistico, si spostano nell’edificio di piazza Bonaventura. L’anno prossimo, con una prima classe musicale in più, frutto di ulteriori iscrizioni, i disagi si amplificheranno».

Sulla base delle pre-iscrizioni è certo che la popolazione studentesca toccherà quota 450. Ciò determinerà la nomina di un dirigente scolastico (oggi è reggente la preside dell’Alberghiero, Rosalinda Cancro) ma anche un interrogativo in più: le aule a disposizione non sono sufficienti a reggere il peso di questo «esercito» di alunni. Dove e come faranno lezione? Non è esclusa l’attivazione di corsi pomeridiani. Qualche altro sacrificio in più per garantire a tutti il diritto allo studio. Diritto che non si vuole negare aggrappandosi all’opzione del «numero chiuso». L’arte, dopotutto, è la quintessenza della libertà.

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