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Tra il 2001 e il 2005, è raddoppiato il numero di lavoratori lucani in mobilità

Con un aumento crescente di donne (rappresentano 32,3 per cento del totale), anche se il tasso di occupazione femminile risulta superiore dell'1,5 per cento rispetto alla media delle regioni del Mezzogiorno. Sono alcuni dei dati contenuti nello Studio sull'istituto della mobilità nella regione, presentato a Potenza
POTENZA - In Basilicata, tra il 2001 e il 2005, è raddoppiato il numero di lavoratori iscritti alle liste di mobilità, con un aumento crescente di donne, anche se il tasso di occupazione femminile risulta superiore dell' 1,5 per cento rispetto alla media delle regioni del Mezzogiorno. Sono alcuni dei dati contenuti nello Studio sull' istituto della mobilità in Basilicata, presentato stamani a Potenza.
Alla presentazione dello studio hanno partecipato il dirigente dell' Ufficio politiche del lavoro della Regione Basilicata, Francesco Parrella, la consigliera regionale di parità, Raffaella Ferro, la consigliera supplente, Maria Rosaria di Tolla, e il docente di Statistica all' Università degli Studi di Basilicata, Massimiliano Gallo.
La ricerca, realizzata dall' Ufficio della consigliera regionale di parità in collaborazione con l' Università lucana, ha preso in esame i dati relativi ai lavoratori lucani posti in mobilità tra il 2001 e il 2005, con un' ottica particolare alla suddivisione per genere. Dai dati emerge che, nel quinquennio 2001-2005, il 32,3 per cento dei lavoratori licenziati e iscritti nelle liste di mobilità sono donne, con un picco nel 2005, quando la quota rosa di inserimento tocca il 42,4 per cento.
«Poche regioni in Italia - ha spiegato Ferro - hanno condotto uno studio sulla mobilità declinato per genere. Sapevamo delle difficoltà quotidiane delle donne nel mercato del lavoro, ma ci siamo resi conto di tante altre sfaccettature, a partire dalla differenza dei salari».
Nell' ultimo quinquennio sono stati in totale 2.046 gli ingressi in mobilità, e nel 2003 i Centri per l' impiego della Basilicata hanno registrato il numero maggiore di iscrizioni nelle liste, circa mille lavoratori, di cui il 60,7 per cento in provincia di Potenza, con una percentuale di donne pari al 38,3 per cento. Il 77,1 per cento dei lavoratori iscritti nelle liste viene dall' industria, seguito dal 20,9 per cento del settore servizi.
«La Regione Basilicata - ha sottolineato Parrella - ha messo in campo una serie di azioni per far fronte al problema. Sulle politiche di sviluppo e sul mondo del lavoro bisogna calibrare bene gli interventi e produrre risultati signifiocativi».
«Ci auguriamo - ha concluso Ferro - che lo studio diventi uno dei principali strumenti di analisi per le future programmazioni economiche della Regione rispetto al mondo del lavoro, e per far aumentare l' attenzione dei sindacati su questo delicato argomento».

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