Mercoledì 20 Febbraio 2019 | 09:56

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La Basilicata apre le porte alle trivelle nel Metapontino

METAPONTO - Trivelle all'assalto del Metapontino. Nonostante i comuni interessati avessero già da un anno esplicitato la loro contrarietà al progetto, la Regione ha dato l'ok alla Valutazione d'impatto ambientale relativa alla richiesta di Delta Energy, società londinese, che vuole perforare, alla ricerca di petrolio, una vasta area compresa tra Pisticci, Bernalda, Montalbano Jonico, Montescaglioso e Pomarico
La Basilicata apre le porte alle trivelle nel Metapontino
di PIERO MIOLLA

METAPONTO - È ufficiale: la Delta Energy ha ricevuto dal Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata il decreto di assoggettamento a via (valutazione d’impatto ambientale) del permesso di ricerca idrocarburi de «La Capriola», che interessa i Comuni di Pisticci, Bernalda, Montalbano, Montescaglioso e Pomarico. Lo si apprende dal sito dell’Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e le Georisorse. Ora, rende noto l’Unmig, i Comuni interessati riceveranno per la seconda volta l’avviso della società londinese: dopo le opposizioni degli stessi comuni e della Ola (Organizzazione Lucana Ambientalista) presentato lo scorso anno, dunque, è tutto da rifare. Proprio la Ola, in un comunicato, ha rivelato di essere «venuta a conoscenza da fonti locali che l’Ufficio Compatibilità Ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata avrebbe riammesso il permesso di ricerca idrocarburi La Capriola, della società Delta Energy, nella fase di screening per l’assoggettamento alla procedura via ai sensi dell’articolo 15, comma 1, della legge regionale numero 47/1998».

L’associazione ambientalista aveva chiesto «chiarimenti urgenti, senza ottenere risposta, all’assessore regionale all’Ambiente, Aldo Berlinguer, in merito ad una vicenda che potremmo definire rocambolesca. L’Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione, infatti, riavvia le procedure della via dopo che i Comuni nel 2013 si erano già dichiarati contrari, con proprie deliberazioni, all’istanza di valutazione d’impatto ambientale il cui avviso pubblico è del mese di febbraio 2013». A questo punto la Ola si è chiesta: «Si è trattato solo di una svista degli uffici del Dipartimento Ambiente, oppure vi sono elementi non noti che hanno indotto la società londinese, con sede periferica a Matera, a richiedere ed ottenere dagli uffici regionali di riaprire nuovamente la procedura via?». La Ola, inoltre, nel ricordare che «nell’istanza della compagnia mineraria è prevista anche la perforazione di un pozzo esplorativo della profondità di circa 2.300 metri, da sottoporre anch’esso alla successiva e preventiva valutazione di impatto ambientale» si chiede se «la nuova procedura via comprenda anche il pozzo esplorativo, in precedenza escluso». Domande legittime quelle dell’associazione ambientalista che denuncia: «Ancora una volta le amministrazioni comunali ed i cittadini assistono a comportamenti istituzionali poco chiari se non improntati sull'ambiguità, e viziati», vista «l’assenza di informazione alla popolazione ed alle stesse istituzioni che vengono tenute all’oscuro di tutto». Per questo, l’associazione che nel 2013 ha presentato le sue osservazioni chiede «agli amministratori comunali interessati di attivarsi per richiedere a loro volta chiarimenti all’assessore Berlinguer circa la nuova procedura per La Capriola», ed alla Regione Basilicata di pronunciarsi «definitivamente con parere negativo all’istanza della Delta Energy, recependo in modo definitivo le opposizioni dei Comuni interessati».

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