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Il Savoia resterà ai «domiciliari»

Lo ha deciso il gip di Potenza, Alberto Iannuzzi, che ha rigettato la richiesta di remissione in libertà del principe. Il pm, Henry John Woodcock, aveva espresso parere negativo alla liberazione
POTENZA - Vittorio Emanuele di Savoia resterà agli arresti domiciliari. Lo ha deciso il gip di Potenza, Alberto Iannuzzi, che ha rigettato la richiesta di remissione in libertà del principe.
Il pm, Henry John Woodcock, aveva espresso parere negativo alla liberazione dell' indagato.
«Il quadro indiziario - ha scritto Iannuzzi - risulta ampiamente consolidato e rafforzato, avendo trovato un ulteriore e significativo riscontro indiretto nelle decisioni adottate dal Tribunale del riesame».
Quest' ultimo la settimana scorsa ha confermato i gravi indizi a carico di quattro persone indagate insieme al principe (Roberto Salmoirgahi, Ugo Bonazza, Achille De Luca e Giuseppe Rizzani), mettendo agli arresti domiciliari i primi tre. Vittorio Emanuele di Savoia, difeso dagli avvocati Franco Coppi e Giulia Bongiorno, aveva invece rinunciato al Riesame, ed era stato precedentemente scarcerato e messo agli arresti domiciliari dal gip.
«Tenuto conto - ha proseguito Iannuzzi - delle dichiarazioni parzialmente confessorie e dell' atteggiamento serbato durante l' espletamento dell' interrogatorio di garanzia, caratterizzato dalla disponibilità ad offrire ampia collaborazione nella ricostruzione di numerosi episodi delittuosi contestati, nonchè del tempo trascorso dall' irrogazione della misura, possono ritenersi soltanto affievolite le esigenze cautelari».
«Sussiste l' esigenza - è scritto nell' ordinanza - di preservare la tutela delle residue esigenze cautelari, mediante la permanenza della restrizione domiciliare, tenuto conto, in particolare, del pericolo che lo status libertatis possa pregiudicare gli ulteriori accertamenti, da esperire in ordine ad alcuni aspetti della complessa vicenda criminosa, non ancora completamente chiariti, esigenza che potrebbe essere superata attraverso il preannunziato espletamento dell' interrogatorio da parte del pm».
Per Iannuzzi «il pericolo di fuga non può - allo stato - ritenersi del tutto scongiurato, ove si consideri la possibilità, non certo astratta, che il Savoia possa lasciare il territorio dello stato italiano, essendo residente in Svizzera e proprietario di una villa in Corsica».
Il gip conclude che «le patologie mediche attestate nelle certificazioni mediche allegate all' istanza, seppure degne di considerazione, non appaiono incompatibili con il regime degli arresti domiciliari».

AVVOCATO IMPUGNERA' DECISIONE GIP POTENZA
L'avvocato Giulia Bongiorno, legale di Vittorio Emanuele di Savoia, impugnerà la decisione del gip di Potenza Alberto Iannuzzi, che oggi ha rigettato l'istanza di revoca degli arresti domiciliari per il principe. A darne notizia è Filippo Bruno di Monteforte, uno dei più stretti collaboratori di casa Savoia. «L'avvocato - riferisce Monteforte all'Agi - impugnerà questa decisione, anche per lo stato di salute del principe, e resta in attesa delle decisioni sulle istanze depositate a Como e a Roma. C'è grande dispiacere - aggiunge - da parte di Vittorio Emanuele e del figlio Emanuele Filiberto per questa decisione. Il principe non sta bene, ci si aspettava che la richiesta fosse accolta». In particolare si contesta la motivazione addotta dal gip, quella del pericolo di fuga: «Un uomo di settant'anni - sottolinea il portavoce - che non sta bene, e che ha passato 60 anni di vita a cercare di rientrare in Italia, non credo abbia voglia adesso di scappare».
Intanto, dalle visite mediche cui Vittorio Emanuele è stato sottoposto nei giorni scorsi è emerso un forte stato di stress, e dei lievi problemi cardiaci e respiratori.

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