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I magistrati di Potenza nel «mirino» degli ispettori ministeriali

L'indagine «conoscitiva» avrebbe preso le mosse da alcuni rilievi del pg di Potenza, Vincenzo Tufano, e dal procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso su come è stata condotta l'inchiesta (dall'uso delle intercettazioni alla condotta durante gli interrogatori) che ha portato all'arresto, tra agli altri, di Vittorio Emanuele di Savoia
ROMA - Arriveranno martedì prossimo a Potenza i due ispettori incaricati dal ministro della Giustizia, Clemente Mastella, di compiere accertamenti sull'operato dei magistrati potentini. L'indagine «conoscitiva» avrebbe preso le mosse da alcuni rilievi arrivati a Via Arenula dal pg di Potenza, Vincenzo Tufano, e dal procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso sull'inchiesta che ha portato all'arresto, tra agli altri, di Vittorio Emanuele di Savoia. Al ministero - secondo quanto si è appreso - sarebbe arrivata nell'ultime ore un'altra nota del pg Tufano, sempre relativa all'uso intercettazioni disposte dalla procura. Compito degli "007" di Via Arenula è innanzitutto quello di verificare un eventuale abuso nell'utilizzo delle intercettazioni, per valutare se da parte dei magistrati potentini ci siano state condotte rilevanti sia sotto il profilo disciplinare, sia sotto quello dell'incompatibilità ambientale e/o funzionale. Il lavoro degli ispettori di Via Arenula - si è inoltre appreso - avverrà su due fronti: in un primo momento acquisiranno una serie di atti e, successivamente, decideranno se ascoltare i magistrati potentini. Le verifiche dovrebbero riguardare l'operato del gip di Potenza Alberto Iannuzzi, del procuratore capo Giuseppe Galante, del sostituto procuratore Woodcock.
Sulla base di quanto segnalato dal pg Tufano, gli ispettori verificheranno innanzitutto se con le sue dichiarazioni alla stampa Iannuzzi, il gip che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Vittorio Emanuele e di altri, abbia violato quanto previsto dal nuovo ordinamento giudiziario (entrato in vigore lo scorso 19 giugno) che vieta ai magistrati di parlare delle indagini in corso, pena l'avvio di un'azione disciplinare obbligatoria.
Un'altra segnalazione che mette in dubbio la regolarità dell'operato dei magistrati potentini sarebbe arrivata anche dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Potenza, infatti, si fa riferimento all'interesse di Vittorio Emanuele ad acquistare i beni sequestrati alla mafia, forte di presunti suoi rapporti con una persona legata alla Procura nazionale antimafia. Grasso avrebbe contestato, facendo notare invece che nelle intercettazioni telefoniche allegate all'ordinanza si fa riferimento alla Dia e non alla Dna.
Gli ispettori, secondo quanto appreso, dovranno inoltre verificare se sia stato o meno legittimo l'impiego, da parte di Woodcock, di vigili urbani come ufficiali di polizia giudiziaria nel corso delle indagini. Infine, gli "007" di Mastella non mancheranno di fare chiarezza in merito alle dichiarazioni alla stampa della show-girl Elisabetta Gregoraci che ha detto di aver ricevuto pressioni dal sostituto procuratore Woodcock mentre veniva ascoltata come testimone. Senza tralasciare come sia stata possibile la pubblicazione sui quotidiani dei verbali relativi alla Gregoraci seppure questi non risultassero depositati, in quanto non allegati all'ordinanza.

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