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di PINO PERCIANTE
VIGGIANELLO - Un nuovo corteo anti centrale del Mercure. È partita dal bivio di Fiumara la manifestazione autorizzata che ieri mattina ha raggiunto l’impianto dell’Enel sulla Sp 4 del Pollino nella località Pianette di Laino Borgo. Il serpentone, lungo alcune centinaia di metri e formato da 400 – 500 persone è aperto dai trattori, seguono i comuni di Rotonda e Viggianello con i loro rispettivi gonfaloni, nel mezzo fischietti e numerosi striscioni. «La centrale uccide il Parco», «Sa cintrala era bona na purtavunu a nuoi?»
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di PINO PERCIANTE

VIGGIANELLO - Un nuovo corteo anti centrale del Mercure. È partita dal bivio di Fiumara la manifestazione autorizzata che ieri mattina ha raggiunto l’impianto dell’Enel sulla Sp 4 del Pollino nella località Pianette di Laino Borgo. Il serpentone, lungo alcune centinaia di metri e formato da 400 – 500 persone è aperto dai trattori, seguono i comuni di Rotonda e Viggianello con i loro rispettivi gonfaloni, nel mezzo fischietti e numerosi striscioni. «La centrale uccide il Parco», «Sa cintrala era bona na purtavunu a nuoi?», «Il sud non è in vendita», e ancora «Ente Parco, ci state bruciando vivi … ma noi non ve lo permetteremo mai!».

Alla manifestazione, attuata anche in vista dell’udienza del 15 novembre davanti al Tar Calabria che dovrà pronunciarsi sul ricorso degli ambientalisti per l’annullamento dell’autorizzazione ad avviare l’impianto rilasciata dalla Regione Calabria, hanno aderito tra gli altri i sindaci di Morano e di Latronico, la Coldiretti, la Locomotiva, il comitato No Scorie, la Ola, il Wwf, il coordinamento calabrese “Acqua pubblica – Bruno Arcuri”. A vigilare sul corteo numerosi uomini e mezzi dei carabinieri.

I manifestanti durante la marcia sono aumentati. Secondo le stime degli organizzatori sono circa 2000. Ci sono anche molti anziani, bambini e ragazzi. Il corteo si muove tra slogan e musica. Gettonatissimo il pezzo «Brigante se more» che accompagna praticamente tutto il tragitto dei manifestanti dal bivio di Fiumara alla centrale. La solidarietà ai sindaci di Rotonda e Viggianello che guidano il corteo è arrivata anche dal sindaco di Morano, Francesco Di Leone, e dal sindaco di Latronico Fausto De Maria. Ci sono anche alcuni rappresentanti di Sel, tra cui la candidata a presidente della Regione, Maria Murante, la candidata consigliera della zona Francesca Di Napoli, il parlamentare Antonio Placido, il consigliere regionale Giannino Romaniello, l’assessore provinciale Paolo Pesacane e il candidato nel proporzionale di Potenza Terenzio Bove. Davanti alla centrale il corteo si ferma e si susseguono gli interventi.

Alla fine i manifestanti decidono che domani una loro delegazione si recherà al parco del Pollino «per chiedere – sintetizza Ferdinando Laghi, vice presidente nazionale dell’associazione Medici per l’ambiente – che nessuno intervenga, a cominciare dal Parco, per far slittare ulteriormente l’udienza del 15 novembre. Inoltre, che l’azione legale intrapresa dallo stesso Parco su mandato della comunità dei sindaci non venga in alcun modo messa in discussione poiché nessuno ha l’autorità per farlo».
Poi Laghi si rivolge ai candidati alla presidenza della Basilicata ed in particolare a Marcello Pittella «perché si faccia portavoce per sapere dettagliatamente da Enel le modalità relative allo smaltimento dell’amianto della centrale. Chiediamo, inoltre, che tutti i candidati prendano ufficialmente posizione pro o contro Enel». In caso contrario Laghi, che parla in qualità di portavoce del forum Stefano Gioia, minaccia di alzare il livello della protesta. “Bruceremo le tessere elettorali e non andremo a votare».

Il sindaco di Viggianello Vincenzo Corraro incalza: «Chiediamo il blocco immediato della produzione. Non vediamo prospettive occupazionali e non sappiamo nulla circa la provenienza delle biomasse. Così come non sappiamo nulla su quelli che sono gli aspetti sanitari».

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