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Allungare la mano non è violenza sessuale

Invece rubare un bacio lo è. Lo stabilisce una sentenza del Tribunale del riesame di Potenza. Revocati i domiciliari ad un impiegato di un comune del Potentino accusato di violenza
POTENZA - «Allungare la mano sulla gamba della donna che occupa il lato passeggero della propria autovettura e tentare di baciarla non integra il reato di violenza sessuale», mentre invece è violenza sessuale un «bacio rubato», perchè si tratta di «una condotta di per sè non violenta e tuttavia insidiosa».
Lo ha stabilito il Tribunale del riesame di Potenza, in un'ordinanza con cui ha accolto in parte il ricorso presentato da un uomo per il quale il gip del capoluogo lucano, Alberto Iannuzzi, aveva disposto all'inizio del mese di maggio gli arresti domiciliari con l'accusa di violenza sessuale continuata. All'uomo (che ha 53 anni ed è impiegato in un piccolo comune della provincia di Potenza) il gip aveva contestato due episodi, avvenuti ad un mese di distanza uno dall'altro. Nell' ordinanza, il gip aveva citato alcune sentenze della Corte di Cassazione, sottolineando che il comportamento dell'uomo «integrava» il reato di violenza sessuale.
Nel primo caso, l'uomo aveva dato un passaggio in automobile alla donna e aveva allungato un mano sulla sua gamba, tentando anche di baciarla sulle labbra. Un mese dopo, allorchè la donna era andata in municipio per presentare una pratica, l'uomo l'aveva bloccata vicino ad una porta, le aveva preso il viso fra le mani e, «avvicinandolo con forza verso di sè, la baciava sulle labbra contro la volontà della vittima che, subito dopo, riusciva ad allontanarsi». Nell'ordinanza, Iannuzzi aveva sottolineato che l'uomo in passato si era reso responsabile di analoghi comportamenti sia verso la stessa ragazza sia verso altre giovani donne del paese: gli episodi non erano però stati denunciati e le vittime si erano limitate a presentare una diffida contro l'uomo ai Carabinieri.
Secondo il Tribunale del riesame di Potenza (presieduto da Luigi Spina, giudice relatore Candida De Angelis, giudice Gabriella Piantadosi), nel caso della mano allungata sull'automobile, l'uomo non voleva «imporre un atto sessuale ma esplorare una eventuale disponibilità, sessuale o sentimentale, dell'interlocutrice. Ed infatti, verificata la resistenza della donna, non ha insistito nella sua avance». Il Tribunale, che non ha messo in dubbio la «veridicità di quanto riferito» dalla donna, ha ricordato i «rapporti di profonda intimità ed amicizia» esistenti fra la famiglia di quest'ultima e quella dell' uomo accusato di violenza. Per l'indagato, che si era «verosimilmente invaghito della giovane donna», il Tribunale del riesame ha sostituito gli arresti domiciliari con il divieto di dimora in paese.
Secondo quanto si è appreso in ambienti del palazzo di giustizia di Potenza, il pubblico ministero che ha coordinato l'inchiesta che ha portato all'arresto dell'uomo, Claudia De Luca, presenterà ricorso alla Corte di Cassazione contro l'ordinanza del Tribunale del riesame.

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