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Pedopornografia: un potentino e pugliesi tra gli indagati

La Polizia Postale di Trento ha arrestato una persona e ne ha denunciate 17, nel corso di un'operazione per il contrasto al fenomeno della pedofilia on-line
ROMA - La Polizia Postale di Trento ha arrestato una persona e ne ha denunciate 17, nel corso di un' operazione per il contrasto al fenomeno della pedofilia on-line.
L'indagine, secondo quanto spiega un comunicato della Polizia, è stata effettuata con l ausilio di moderne tecnologie e di attività sotto copertura per arrivare all'individuazione di detentori di materiale pedopornografico.
In particolare, l'attività investigativa ha avuto come oggetto il monitoraggio dei servizi di file sharing, per contrastare il fenomeno della pedopornografia attraverso il peer-to-peer.
Nel corso dell'operazione, che ha interessato varie regioni ed è stata eseguita con il coordinamento operativo del Servizio Polizia Postale, sono stati sequestrati computers, floppy disc e cd room, nastri audiovisivi ed altri supporti.
L' arrestato è un impiegato cinquantenne residente in Sicilia. Nel computer di casa gli agenti della Polizia postale hanno trovato oltre 200 film di contenuto pedo-pornografico, con scene particolarmente dure, cruenti ed agghiaccianti, ha sottolineato la responsabile della Polizia postale di Trento, Annamaria Maggio.
Proprio per questo motivo, oltre al fatto che sia venuta alla luce una notevole quantità di materiale, è scattato l' arresto in flagranza di reato, in applicazione della modifica alla legge 269 del 1998, entrata in vigore nel febbraio di quest' anno.
Gli altri 17 denunciati a piede libero per possesso di materiale pedo-pornografico sono persone in generale sotto i 50 anni, alcuni giovani (fra i 20 e i 25 anni), anche benestanti e di cultura medio-alta, «gente assolutamente normale», ha chiarito la dottoressa Maggio. Sono residenti in 10 regioni, dal nord al sud Italia: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Puglia, Basilicata, Campania, Sicilia; in varie città, fra cui Milano, Varese, Padova, Livorno, Siena, Ancona, Massa Carrara, Roma, Potenza, Napoli. A tutti sono stati sequestrati i computer, fissi o portatili, e circa un migliaio fra cd rom, floppy disc e cassette video.
I filmati visionati sono un migliaio, tutti giudicati di buona fattura e di una certa durata, con scene a sfondo sessuale in cui sono protagonisti adulti, dei quali non sono inquadrati i volti, e bambini e ragazzini, sempre di pelle bianca, alcuni dei quali di età anche inferiore agli 8-10 anni. Gli inquirenti non ritengono che i filmati siano stati realizzati in Italia; tutto il materiale sarà comunque studiato per riuscire ad individuare i loro realizzatori.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Trento Alessandra Liverani, erano state avviate nell' autunno 2005 con uno screening dei programmi su internet dedicati alla condivisione autogestita di file, privi cioè di un server centrale. Fra questi è stato sottoposto a particolare attenzione il programma «Bearshare» (da qui il nome dell' intera operazione). Grazie ad un agente specializzato sotto copertura, la Polizia postale è riuscita a contattare on line persone interessate allo scambio di materiale pedo-pornografico. Quindi, con sofisticati programmi informatici, sono stati individuati i possessori dei file.

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