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Basilicata, «baby squillo» e sfruttata dal cognato

di PINO PERCIANTE 
SANT’ARCANGELO - Fisico statuario, bella, slanciata, costretta a prostituirsi anche con pensionati del suo paese, Sant’Ar - cangelo. Lei 16 anni, il suo aguzzino, 35 anni di nazionalità rumena, è il cognato. La storia è finita in tribunale grazie al coraggio della ragazza di denunciare tutto. Con il rito abbreviato il rumeno è stato condannato a 4 anni e 4 mesi. Finiti sotto processo anche cinque clienti
Basilicata, «baby squillo» e sfruttata dal cognato
di PINO PERCIANTE 

SANT’ARCANGELO - Condannato a 4 anni e 4 mesi un rumeno di 35 anni che costringeva la cognata minorenne a prostituirsi. La ragazza, appena sedicenne, veniva anche picchiata se non cedeva alle richieste dell’u o m o. Una squallida storia accaduta un anno fa a Sant’Arcangelo e finita con la denuncia della minore che prese il coraggio e raccontò tutto prima all’assistente sociale e poi ai carabinieri. Finiti sotto processo anche cinque clienti (di età compresa tra i 42 e i 67 anni), tutti di Sant’Arcangelo. Sia loro sia lo sfruttatore sono stati giudicati ieri dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Potenza, Tiziana Petrocelli, per reati che vanno, a seconda delle posizioni, dalla violenza sessuale all’induzione e allo sfruttamento della prostituzione minorile, alle lesioni e agli atti sessuali con minori in cambio di denaro e altro.

Il rumeno ha riportato la condanna maggiore a 4 anni e 4 mesi con il rito abbreviato (rispondeva di violenza sessuale, induzione e sfruttamento della prostituzione minorile e lesioni aggravate). Uno dei cinque clienti (difeso dall’avvocato Francesco Falcone) è stato assolto perché la minore non lo ha riconosciuto. Altri tre (difesi dagli avvocati Silvio Toma e Michele Sansanelli) hanno deciso di patteggiare e di chiudere così definitivamente anche loro i conti con la giustizia: hanno patteggiato 3 mesi e 15 giorni (pena sospesa). Per un altro cliente (difeso dall’av vo c at o Sansanelli) il pubblico ministero non ha dato il benestare al patteggiamento e il gup ha disposto il rinvio a giudizio. Il processo comincerà il 21 gennaio dell’anno prossimo. La decisione del giudice per le udienze preliminari del tribunale del capoluogo è arrivata dopo oltre quattro ore di camera di consiglio.

Consapevole di rischiare pene molto severe (codice alla mano fino a 12 anni di reclusione) il rumeno ha seguito la strategia indicatagli dal suo difensore, l’avvocato Michele Castronuovo, chiedendo e ottenendo il rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo sulla pena base. Dopo la lettura della sentenza l’av vo c at o Castronuovo ha preannunciato ricorso in appello. Gli imputati sono stati condannati anche al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede. Il caso provocò notevole sensazione a Sant’Arcangelo proprio per le dimensioni che la vicenda aveva assunto alla luce dei risultati delle indagini. Si scoprì tra l’altro che la ragazza era la cognata del rumeno che la faceva prostituire dietro un compenso di pochi euro. L’uomo l’aveva convinta a lasciare il suo paese d’origine per venire in Italia a lavorare ma una volta ospite a casa sua non solo la costringeva a fare sesso con lui ma anche a vendere il suo corpo. La minore era costretta attraverso violenze e minacce a sottostare alle imposizioni del suo «aguzzino». E qualora si rifiutava lui la picchiava. ...

(La notizia completa sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui)

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