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Non c'è bisogno di una discarica nucleare

Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, in risposta ad una intervista all'amministratore delegato della Sogin su Scanzano Jonico
POTENZA - «L'Italia non ha bisogno di un deposito geologico, ma di una soluzione seria, condivisa e trasparente per lo smaltimento delle scorie nucleari. E in ogni caso quello di Terzo Cavone, a Scanzano Jonico (Matera), è un luogo del tutto inidoneo». Lo ha detto in una nota il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Filippo Bubbico, in risposta ad una intervista all'amministratore delegato della Sogin, Giuseppe Nucci, apparsa su «Il Sole 24 Ore» di ieri, in cui viene rilanciata l'idea di un'unica discarica nazionale delle scorie radioattive.
L'inidoneità di Scanzano secondo Bubbico è stata dichiarata da «autorevoli scienziati, e non si capisce perchè la Sogin, invece di fare il proprio mestiere, mettendo in sicurezza i siti nucleari esistenti, a partire dalla Trisaia di Rotondella (Matera), i cui lavori procedono a rilento, continui a diffondere notizie che hanno il solo effetto di creare allarme sociale».
«E' davvero sconcertante - afferma Bubbico - che invece di dare seguito alle decisioni assunte dal Parlamento con l'approvazione della legge n. 368/2004, la questione dello smaltimento delle scorie nucleari sia oggetto di periodiche esternazioni che denotano superficialità e improvvisazione.
Che fine ha fatto la commissione tecnico-scientifica con compiti di valutazione e di alta vigilanza che il presidente del Consiglio dei Ministri avrebbe dovuto nominare per affiancare il commissario delegato nella ricerca della soluzione più idonea per lo smaltimento dei rifiuti nucleari? E a quale titolo la Sogin, soggetto che deve operare sulla base di decisioni assunte da altri organismi, torna a parlare di sito geologico e di Scanzano, ipotesi che nelle più autorevoli sedi scientifiche era stata scartata, perchè ritenuta non adeguata alla realtà italiana?».
«La verità incontrovertibile - afferma ancora Bubbico - frutto di una battaglia che il popolo lucano ha condotto e che gli italiani hanno compreso, è che una materia complessa e delicata come quella dello smaltimento delle scorie nucleari va gestita tornando al percorso democratico e di condivisione previsto dalla legge. E' una materia che va trattata nelle sedi istituzionalmente competenti e da persone competenti. Il tentativo di Jean, a suo tempo già ampiamente sconfitto nelle commissioni parlamentari, di equiparare i rifiuti ospedalieri con quelli delle centrali nucleari dismesse, è in realtà una vera è propria mistificazione, che nasconde interessi diversi e sulla quale è bene che il Parlamento faccia chiarezza».
«Già una volta - conclude Bubbico - nel 2003, il governo pensò di risolvere il problema con un colpo di mano, disattendendo e contraddicendo le disposizioni di un'ordinanza dello stesso presidente del Consiglio e adottando un provvedimento che non esitammo a definire sbagliato nel metodo e nel merito. Sia chiaro, non ci riprovino. I lucani, con la dignità e l'orgoglio che li contraddistingue, sapranno difendere la propria terra e impedire azioni o progetti oscuri e contrari agli interessi nazionali».

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