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Case popolari a Matera Gli alloggi sono pronti ma non li consegnano

di EMILIO SALIERNO 
MATERA - Non solo le case popolari sono pochissime rispetto alle richieste, ma quelle già belle e pronte non vengono consegnate. Accade nel Peep L’Arco, in via Livatino, dove 44 alloggi dell’Ater (Agenzia territoriale per l’edilizia residenziale) completati oramai da circa due anni e regolarmente assegnati con decreto comunale del 10 dicembre 2012, restano vuoti mentre i 44 assegnatari, con redditi al minimo, devono sbattere la testa ogni mese per cercare di pagare il fitto delle abitazioni dove attualmente vivono. E questo solo perchè la striscia di terreno pubblico davanti al blocco degli appartamenti deve essere sistemato
Case popolari a Matera Gli alloggi sono pronti ma non li consegnano
di EMILIO SALIERNO 

MATERA - Non solo le case popolari sono pochissime rispetto alle richieste, ma quelle già belle e pronte non vengono consegnate. Accade nel Peep L’Arco, in via Livatino, dove 44 alloggi dell’Ater (Agenzia territoriale per l’edilizia residenziale) completati oramai da circa due anni e regolarmente assegnati con decreto comunale del 10 dicembre 2012, restano vuoti mentre i 44 assegnatari, con redditi al minimo, devono sbattere la testa ogni mese per cercare di pagare il fitto delle abitazioni dove attualmente vivono. E questo solo perchè la striscia di terreno pubblico davanti al blocco degli appartamenti deve essere sistemato, insomma la solita urbanizzazione caratterizzata da tempi biblici. 

Vincenzo Rosiello, 43 anni, sposato con due figlie minori, è talmente agitato ed amareggiato per la situazione in cui si trova che, a stento, riesce a parlare e bisogna calmarlo per riportarlo alla ragione. Non se la passa certo bene, e con lui la moglie disoccupata e le due ragazzine. È un lavoratore part-time, a circa 800 euro al mese. Con la famiglia vive da tredici anni in una casetta in brutte condizioni di 45 metri quadrati, in Via Santo Stefano. Paga 300 euro al mese e sa che, da un momento all’altro, potrebbe essere costretto a sloggiare di lì per la volontà del proprietario di liberare l’immobile, anche in conseguenza dei canoni di locazione arretrati ancora da corrispondere. Si ritroverebbe senza un tetto sopra la tetta. 

«Mia figlia più grande mi dice in continuazione che non può accogliere le sue amichette - racconta Rosiello - e mi fa pesare il fatto di non poter avere un’abitazione decente per tutte le sue cose. La vedo molto provata e non vorrei proprio che avesse conseguenze a livello psicologico. Sa che ci è stata assegnata la nuova casa e non riesce a capire perchè mai non ci fanno ancora entrare» .

«A novembre 2011 c’è stata la verifica dei requisiti dei 44 assegnatari, poi il decreto firmato il 10 dicembre 2012. Ma ad oggi le case restano vuote - spiega Rosiello, indicando il suo appartamento al secondo piano - . Il 10 gennaio scorso, l’Ater garantì che entro il 30 aprile 2013 avremmo avuto le chiavi. All’incontro del 3 aprile, invece, la comunicazione che la data slittava a luglio prossimo. Quelli dell’Ater hanno chiarito che stanno aspettando la documentazione da parte della ditta che deve effettuare i lavori esterni di urbanizzazione, altrimenti non possono conferire l’incarico per le opere. E intanto, gli immobili deperiscono perchè non viene fatta la manutenzione. So che sul balcone di un’asse gnataria, nella parte alta del palazzo, c’è una patina di oltre venti centimetri di sporcizia dovuta ai residui dei colombi». La casa che tocca a Rosiello è di 72 metri quadrati, formata da quattro vani, nella palazzina di quattro piani e otto inquilini. Nella graduatoria, Rosiello è 14° su 44 aventi diritto. 

(La notizia completa sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui)

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