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E' Reggio Emilia la capitale degli artigiani, per gli incrementi nel numero di società, la Lucania chiude la classifica. A guidare la crescita il settore delle costruzioni
ROMA - Bilancio positivo per il comparto artigiano all'anagrafe delle imprese nel 2005 ma a sorridere è solo il settore delle costruzioni. Alla fine dello scorso anno, infatti, il saldo tra le imprese nate e quelle cessate nei dodici mesi passati è stato di 13.435 unità, pari ad una crescita dello stock di imprese dello 0,92%. L'intera crescita, tuttavia, è concentrata nel settore edile cresciuto in dodici mesi del 4,17% (+21.701 imprese). Elevato il numero delle iscrizioni (121mila, il secondo miglior risultato degli ultimi cinque anni) ma il record di cessazioni (poco meno di 108mila) riduce fortemente il saldo rispetto allo scorso anno. Abruzzo, Emilia Romagna e Molise le regioni in cui il si registra la crescita maggiore. La capitale è Reggio Emilia, dove oltre il 38% delle imprese è artigiano. Un terzo del saldo sono società di capitali che, nell'anno, sono cresciute del 20,1%.

Questi i dati più significativi che emergono dall'indagine resa nota oggi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione periodica sulla natimortalità delle imprese artigiane condotta da InfoCamere (la società consortile di informatica delle Camere di Commercio).

Il 2005 ha consolidato la base imprenditoriale delle imprese artigiane portando lo stock complessivo al valore di 1.476.182 imprese, 13.435 in più (lo 0,92%) rispetto alla fine del 2004. Si tratta, comunque, della crescita più contenuta registrata dal 2000 ad oggi, un risultato determinato in modo decisivo dal valore record di 107.978 cessazioni (il più elevato del periodo esaminato) che hanno ridotto l'effetto positivo delle 121.413 iscrizioni, il secondo miglior valore tra quelli degli ultimi sei anni.
Il bilancio positivo riguarda quasi tutte le regioni, uniche eccezioni la Basilicata, la Calabria e la Sicilia. In termini assoluti il saldo migliore lo fa registrare l'Emilia Romagna (+2.765 imprese) seguita dal Piemonte (+1.776) e dalla Lombardia (+1.678). In termini relativi, la crescita più marcata si registra in Abruzzo (+2.06%), Emilia Romagna (+1.91%) e Molise (1,51%) mentre, a livello di grandi circoscrizioni, è il Nord-Est (+1,29%) l'area più dinamica.

Quanto alla forma giuridica delle nuove imprese, continua a ritmi molto elevati la modernizzazione del mondo delle imprese artigiane che, sempre più, nascono utilizzando la forma di società di capitali. Il 33,8% dell'intero saldo annuale del 2005 è stato infatti determinato da queste forme giuridiche (sostanzialmente si tratta di società a responsabilità limitata). In lieve riduzione il ritmo di crescita delle ditte individuali (9.855 imprese in più) che continuano a costituire l'ossatura del comparto.

Relativamente ai settori economici, il buon andamento del mercato immobiliare è alla base della tenuta del comparto artigiano anche per il 2005. Solo il consistente saldo fatto registrare a fine anno dal settore delle costruzioni (21.701 imprese in più, pari ad una crescita del 4,17% rispetto al 2004) ha consentito all'intero comparto artigiano di chiudere l'anno con il segno positivo. Per trovare altri settori con un bilancio in attivo bisogna scendere alle 786 imprese in più dell'agricoltura, alle 629 dei servizi pubblici, sociali e personali e alle 252 dei servizi alle imprese (attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca).

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