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Sequestrato latte artificiale sospetto

Operazione del Corpo forestale - anche a Potenza - dopo l'analisi su 4 lotti della Nestlè e su un campione della Milupa per la presenza di una sostanza chimica
ASCOLI PICENO - Sono quattro i lotti di prodotti lattei della Nestlè sequestrati dal Corpo forestale dello Stato nelle Marche e in altre località d'Italia (tra cui Rieti, Potenza, Venezia e Treviso) dopo la scoperta di percentuali piuttosto alte di una sostanza chimica utilizzata per la grafica delle confezioni in cartone da mezzo litro e che è stata trovata disciolta nel latte artificiale liquido. Percentuali della stessa sostanza, seppure minori, sono state trovate anche in un prodotto della Milupa.
Si tratta di Isopropyl Thioxanthone, un fotoinizatore che avvia la polimerizzazione dell'inchiostro nei processi grafici e che è stato impiegato per la scritta serigrafica che ricopre i contenitori oltre che nel film di plastica all'interno. Non si sa ancora, secondo quanto si apprende dal Corpo forestale, se la sostanza sia nociva, e poiché non c'è letteratura su di essa dal punto di vista tossicologico, bisognerà effettuare una serie di test per capire quali siano gli effetti sulla salute umana e, nella fattispecie, sulla salute di bambini da 0 a 3 anni di età. Quel che è certo, è che l'Itx è stato trovato libero sia nella pellicola esterna del cartone che nel latte (il prodotto, in sé, è integro e non è interessato, quindi, dagli accertamenti in quanto tale), dove non doveva trovarsi. Si sta anche cercando di capire come mai si sia disciolto nel prodotto: al momento si ipotizza che non abbiano funzionato le lampade a raggi ultravioletti in uno dei processi per il passaggio dell'inchiostro da liquido a solido, o che la contaminazione sia avvenuta in una delle fasi del processo produttivo del cartone, magari durante lo stoccaggio dei vari fogli.
I lotti della Nestlè sequestrati finora - e di cui la multinazionale ha disposto immediatamente il ritiro - sono L507602959C e L5202020959B del prodotto "Latte Mio", e i lotti L511802959C e L435002959A del prodotto "Nidina 2".
L'Arpam, l'agenzia regionale ambientale delle Marche cui sono affidate le analisi, ha trovato positivo - sempre all'Itx - anche un campione del prodotto "Aptamil" della Milupa, e lo ha consegnato alla Zona territoriale 13 (l'ex Asl) di Ascoli. La concentrazione è minore rispetto a quella riscontrata nei campioni della Nestlè, e comunque gli accertamenti sono tuttora in corso.
L'operazione era partita circa due mesi fa a seguito a una serie di controlli del Coordinamento del Corpo forestale dello stato di Ascoli Piceno su prodotti per l'infanzia di vari marchi e generi. Un'indagine a campione che il Corpo forestale può compiere nell'ambito delle sue competenze di verifica e controllo anche nel comparto agroalimentare. Il 27 ottobre scorso il primo sequestro, di campioni prelevati in un supermercato di Comunanza. Il 7 novembre, con i primi risultati delle analisi, era partita l'allerta alimentare seguita, il 9 novembre, da diversi sequestri in provincia di Ascoli. Sono poi stati emessi 100 decreti di sequestro e l'11 novembre i provvedimenti hanno interessato tutto il territorio nazionale. Se gli accertamenti continueranno a dare esiti positivi, non è escluso che si arrivi al sequestro di tutta la produzione fino al settembre 2006, per un quantitativo di latte pari a circa 2 milioni di litri. Sulla vicenda la Procura di Ascoli Piceno ha aperto un'inchiesta, coordinata dal procuratore della Repubblica Franco Ponticelli.

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