Nella «foresta» di Lagopesole la vita del brigante Ninco Nanco
di ANTONIO PACE
La vita di Giuseppe Nicola Summa, alias Ninco Nanco (12 aprile 1833 – 13 marzo 1864) di Avigliano sarà rappresentata, nei luoghi della storia, ovvero, dove i fatti sono realmente accaduti, in località Frusci, un posto baricentrico tra la stazione di Sarnelli, la foresta di Lagopesole e il castello federiciano. Gli ultimi momenti di vita e il tradimento subito (pare dalla sua donna, Maria Lucia Di Nella, brigantessa di Pisticci, gelosissima, per porre fine alla vita scellerata che il suo uomo conduceva durante le scorribande ai danni delle donne che incontrava) saranno rappresentati con inizio alle 20.30 nella frazione Frusci, con la cattura e l’omicidio del famoso bandito ad opera del caporale Nicola Coviello «per tappargli la bocca per sempre». L’associazione culturale «Amici dell’Ag rifoglio », sapientemente diretta da Francesca Mollica, ha voluto mettere in scena, i racconti tramandati dai nonni che ancora oggi non sono dimenticati, circa la poliedrica figura del «fascinoso» brigante Ninco Nanco.
Nato da una famiglia disagiata e con diversi problemi con la legge, il giovane Giuseppe, appena dopo il matrimonio con l’orfana Caterina Ferrara, si rese subito protagonista di una serie di reati contro la persona, tanto che lui stesso riportò più volte, ferite gravissime. «La notte di Ninco Nanco» è la storia di una di queste scorribande: durante un matrimonio il bandito e alcuni suoi uomini irruppero nel pieno dei festeggiamenti per rubare i regali agli sposi. Il padre della sposa reagì e ferì il capobanda Ninco Nanco ad un braccio. Il bandito per vendetta trascinò via la sposa e gridò al padre che quello era il prezzo da pagare per il ferimento subito.
La storia, le poesie, le filastrocche e le musiche che accompagnano il racconto per immagini e attraverso l’opera di circa 50 attori del posto, sono dirette dal regista Michele Villani che ha saputo snocciolare e intrecciare il racconto che coinvolgerà ed emozionerà il pubblico proprio perché «finalmente la storia del brigantaggio post-unitario si svolgerà nei luoghi e nei territori della storia realmente avvenuta, senza ricorrere a luoghi e fatti presi in prestito altrove». Gli spettatori, stasera, potranno emozionarsi in diretta perché assisteranno ad alcuni episodi che testimoniano fatti di cronaca dell’epopea del brigantaggio post- unitario nella zona del Vulture, dove il “Generale” Crocco impose la propria legge per ribellarsi contro la mancata applicazione della promessa garibaldina: «la terra deve essere data ai contadini che la lavorano».
Lo spettacolo si svolgerà in un’area che è un palcoscenico naturale allestito con mille posti a sedere. La ricostruzione dei capanni, delle aie, dei covoni di fieno, dei muretti in pietra a secco e di tutta la sceneggiatura è stata affidata agli abitanti di Frusci che hanno contribuito alla realizzazione dello scenario rendendolo più verosimile possibile.
La vita di Giuseppe Nicola Summa, alias Ninco Nanco (12 aprile 1833 – 13 marzo 1864) di Avigliano sarà rappresentata, nei luoghi della storia, ovvero, dove i fatti sono realmente accaduti, in località Frusci, un posto baricentrico tra la stazione di Sarnelli, la foresta di Lagopesole e il castello federiciano. Gli ultimi momenti di vita e il tradimento subito (pare dalla sua donna, Maria Lucia Di Nella, brigantessa di Pisticci, gelosissima, per porre fine alla vita scellerata che il suo uomo conduceva durante le scorribande ai danni delle donne che incontrava) saranno rappresentati con inizio alle 20.30 nella frazione Frusci, con la cattura e l’omicidio del famoso bandito ad opera del caporale Nicola Coviello «per tappargli la bocca per sempre». L’associazione culturale «Amici dell’Ag rifoglio », sapientemente diretta da Francesca Mollica, ha voluto mettere in scena, i racconti tramandati dai nonni che ancora oggi non sono dimenticati, circa la poliedrica figura del «fascinoso» brigante Ninco Nanco.
Nato da una famiglia disagiata e con diversi problemi con la legge, il giovane Giuseppe, appena dopo il matrimonio con l’orfana Caterina Ferrara, si rese subito protagonista di una serie di reati contro la persona, tanto che lui stesso riportò più volte, ferite gravissime. «La notte di Ninco Nanco» è la storia di una di queste scorribande: durante un matrimonio il bandito e alcuni suoi uomini irruppero nel pieno dei festeggiamenti per rubare i regali agli sposi. Il padre della sposa reagì e ferì il capobanda Ninco Nanco ad un braccio. Il bandito per vendetta trascinò via la sposa e gridò al padre che quello era il prezzo da pagare per il ferimento subito.
La storia, le poesie, le filastrocche e le musiche che accompagnano il racconto per immagini e attraverso l’opera di circa 50 attori del posto, sono dirette dal regista Michele Villani che ha saputo snocciolare e intrecciare il racconto che coinvolgerà ed emozionerà il pubblico proprio perché «finalmente la storia del brigantaggio post-unitario si svolgerà nei luoghi e nei territori della storia realmente avvenuta, senza ricorrere a luoghi e fatti presi in prestito altrove». Gli spettatori, stasera, potranno emozionarsi in diretta perché assisteranno ad alcuni episodi che testimoniano fatti di cronaca dell’epopea del brigantaggio post- unitario nella zona del Vulture, dove il “Generale” Crocco impose la propria legge per ribellarsi contro la mancata applicazione della promessa garibaldina: «la terra deve essere data ai contadini che la lavorano».
Lo spettacolo si svolgerà in un’area che è un palcoscenico naturale allestito con mille posti a sedere. La ricostruzione dei capanni, delle aie, dei covoni di fieno, dei muretti in pietra a secco e di tutta la sceneggiatura è stata affidata agli abitanti di Frusci che hanno contribuito alla realizzazione dello scenario rendendolo più verosimile possibile.