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A Matera l'«assalto» alla Madonna

Il 2 luglio i materani celebrano la santa patrona della città. Come è tradizione, il carro con la statua raffigurante Maria Santissima della Bruna sarà fatto a pezzi
MATERA - Con la processione detta «dei pastori» è cominciato oggi, intorno alle ore 5, il giorno più lungo dei materani, per celebrare la santa patrona della città, Maria Santissima della Bruna.
Circa diecimila persone hanno seguito in processione il quadro in lastra di rame della Protettrice, partito dalla basilica cattedrale per completare un itinerario che ha attraversato i rioni Sassi (percorso non effettuato da dieci anni), il centro, il rione Piccianello - dove si fabbrica il carro trionfale - fino alla chiesa di San Francesco da Paola. Lungo il percorso, nel rispetto della tradizione, alcuni anziani vestiti da pastori hanno ricordato la consuetudine degli avi, che rendevano omaggio alla Madonna della Bruna di buon mattino perchè poi dovevano raggiungere greggi e armenti. Tale consuetudine è stata ricordata lungo il percorso da antichi canti religiosi, dai ritmi della bassa musica e dal fragore dei fuochi pirotecnici che caratterizzeranno insieme alla tradizione, alla fede, all' arte, alle luci, alle voci, ai colori e ad alcune novità il programma del 2 luglio.
Nella festa, giunta alla 616/a edizione, si intrecciano motivi sacri e profani, storia e leggenda, che costituiscono motivi di interesse per i turisti e un forte richiamo per i materani, che considerano indissolubile il legame tra la città e la Madonna della Bruna.
La festa ha origini antiche, che risalgono alla istituzione nel 1380 della ricorrenza liturgica della Visitazione, voluta proprio il 2 luglio da papa Urbano sesto, Bartolomeo Prignano, già vescovo di Matera. Accanto alla storia è la leggenda, che narra della visione di un contadino, che avrebbe incontrato una bella signora (la Madonna della Bruna) alle porte della città. Prima di scomparire la Vergine avrebbe espresso il desiderio di venire a Matera, ricevuta con tutti gli onori.
Da qui l' allestimento di un carro trionfale tirato da quattro coppie di muli con l' ingresso in città in pompa magna, in presenza del clero e di un gruppo di armigeri, antesignani dei Cavalieri della Madonna della Bruna. Quest' anno sono 106 i cavalieri in costume d' epoca, guidati dal generale Angelo Raffaele Tataranni, che partecipano alla scorta del carro trionfale e alla processione per la festa del 2 luglio. Il generale Tataranni è il cavaliere più anziano del Corpo, con 38 partecipazioni. E' molto attento ai valori della tradizione. Molto curata, infatti, è la divisa dei cavalieri, che è un ibrido di stili, ispirati agli armigeri di epoca romana e spagnola. I cavalieri della Madonna della Bruna indossano un corpetto a maglie strette in ottone, un elmo in alpacca sormontato da piume, un mantello colorato in raso o velluto con decorazioni dorate, pantaloni in tinta. Nella mano portano una lancia con il vessillo della Protettrice.
Accanto ai cavalieri del 2 luglio quest' anno vi sono alcune novità che rafforzano nella festa presenza e rapporto tra uomo e cavallo. Clero e comitato, nelle processioni di mezzogiorno e serale dalla cattedrale al rione Piccianello, non useranno le automobili ma carrozze d' epoca scoperte appartenute alla nobiltà meridionale.
Di rilievo, inoltre, è la presenza della Fanfara a cavallo della Polizia di Stato, composta da 20 elementi guidati dal maestro ispettore, Silverio Mariani. Un evento voluto dal questore Antonio Dellinoci, per rafforzare il rapporto di vicinanza con la gente, e attivato con il consenso della Questura di Roma e il Ministero degli Interni. La fanfara della Polizia eseguirà un repertorio di marce di cavalleria. Nella processione serale saranno presenti, come avviene da alcuni anni, anche due agenti a cavallo della polizia municipale.
Ma il 2 luglio a brillare non solo solo i cavalieri, le luminarie, la fede per la Madonna e le immagini sacre disegnate dai madonnari sul selciato di via XX Settembre. L' attesa è anche per il carro realizzato dall' artista Michelangelo Pentasuglia sul tema «L' Eucaristia, La Madonna e la Comunione». Il manufatto verrà distrutto nella tarda serata in piazza Vittorio Veneto dopo aver eseguito su piazza Duomo «i tre giri» che simboleggiano il possesso della Protettrice sulla città. L' assalto e la distruzione del carro non è un atto di vandalismo come potrebbe sembrare a quanti assistono per la prima volta alla festa. La distruzione prevede questo «passaggio obbligato» perchè se ne costruisca uno nuovo e più bello, come le messi che il contadino si attende per la nuova annata agraria dopo l' incendio delle stoppie. Un' attesa che è legata a bisogni materiali e spirituali, che crea nuove attese dopo la conclusione dei festeggiamenti intorno alla mezza notte con uno spettacolo di fuochi pirotecnici, che illumina i Sassi e il Parco rupestre. L' edizione 2005 della festa è caratterizzata dalla presenza di emittenti locali e nazionali, che seguiranno l' evento. Le dirette sono assicurate dalle tv locali Trm e Canale 2, mentre servizi andranno su Raidue «La vita in diretta», Tgr Basilicata e Puglia Channell, Telenorba e Antenna sud e sul portale telematico www.ilmiotg.it.

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