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Matera, 1° Maggio all'insegna della crisi occupazionale

E' stata caratterizzata dai temi dell'occupazione e della situazione di crisi che sta caratterizzando l'apparato produttivo locale la manifestazione che ha visto in corteo circa 200 lavoratori
MATERA - E' stata caratterizzata dai temi dell' occupazione e della situazione di crisi che sta caratterizzando l' apparato produttivo locale la manifestazione del 1 maggio a Matera, che ha visto la partecipazione al corteo lungo le principali vie del centro e al comizio in piazza Vittorio Veneto di circa 200 lavoratori.
Tra di essi con striscioni e bandieri le delegazioni di aziende in lotta come la Ergom di Pisticci, della Barilla e della Ferrosud e delle aziende del mobile imbottito di Matera o che hanno cessato l' attività in attesa che partano le iniziative del consorzio Nuova Valsud. I temi della giornata sono stati riassunti negli interventi dei segretari provinciali Angelo Cotugno (Cgil), Giuseppe Amatulli ( Cisl) e Francesco Coppola (Uil).
«La data del 1 maggio - ha detto Cotugno - ripropone i valori sempre attuali dell' impegno per l' affermazione dei diritti al lavoro, alla rappresentatività, alla partecipazione contenuti in altre date altrettanto importanti per la storia del nostro Paese come il 25 aprile e il 2 giugno. Occorrono un rilancio della coerenza civica per affrontare con fermezza la crisi del sistema produttivo nazionale e locale».
Cotugno ha poi sottolineato che «il dossier di Confindustria e i dati Istat confermano che l' economia italiana è ferma,anzi è arretrata. La disoccupazione è cresciuta e il Mezzogiorno, la Basilicata stanno pagando il prezzo più elevato. Dal sindacato e dai lavoratori viene la richiesta forte di un programma serio di rilancio e di sostegno alla ripresa, attivando quelle opportunità cancellate o destinate ad altro».
Per il segretario della Uil, Francesco Coppola, occorre lavorare a strategie a breve e a media scadenza per bloccare l' emorragia produttiva e la disoccupazione. «Occorre insediare un tavolo permanente a livello nazionale e territoriale per definire priorità, programmi e risorse - ha detto Coppola - Lo si può fare guardando al territorio alle sue specificità e affrontando con decisione le sfide dei mercati. Ma vanno date prospettive concrete ai giovani, mettendo da parte la flessibilità selvaggia che ha introdotto solo la precarietà e il degrado sociale».
E preoccupazione sul futuro dei giovani è stata espressa dal segretario provinciale della Cisl, Giuseppe Amatulli. «Festeggiamo il 1 maggio, festa del lavoro, per un lavoro che c' è sempre meno per i giovani - ha detto Amatulli - preoccupano e non poco la fuga dei cervelli e il mancato ricambio generazionali nei settori tradizionali dell' economia locale. Il risultato è che il territorio si impoverisce sempre più, mentre altre opportunità come il turismo stentano a fare sentire effetti positivi sul territorio. Governi centrali e locali, imprenditori e sindacati devono ripiegarsi per affrontare le diverse situazioni di crisi legate all' emergenza e per sostenere le potenzialità di ripresa di settori che possono portare nuova occupazione».
Nel corso della manifestazione i lavoratori della Ergom spa, che mantengono l' occupazione della fabbrica, hanno diffuso un volantino dal titolo «La scossa» nel quale sensibilizzano i cittadini, e in particolare giovani e studenti, a ribellarsi alla rassegnazione del declino della Valbasento.
«Crediamo - è scritto nella nota - che sia giunto il momento di dare una forte scossa alle istituzioni, ai governi nazionale e regionale, provinciale, ai Comuni, chiamandoli ciascuno alle proprie responsabilità, dimostrando che quando vogliamo siamo capaci di farci ascoltare, come hanno dimostrato i casi di Scanzano, Rapolla e Melfi. Crediamo che sia giunto il momento di far scoppiare in modo fragoroso il caso Valbasento». La manifestazione è stata preceduta dalla prima edizione di una corsa sportiva su strada.

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