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Basilicata - Per De Filippo in pratica un plebiscito

Con una percentuale di voti che tra exit poll e proiezioni non è mai andata sotto il 68%, Vito De Filippo (dell'Unione) conquista la presidenza della Regione Basilicata, superando Cosimo Latronico, il candidato della Casa delle libertà. Sequestrati seggi a Scanzano Jonico (Mt).
Per il centrodestra la sconfitta - pesante - rappresenta a livello nazionale la conferma di una situazione storica di forte crisi.
Basterà un Berlusconi bis?
Vito De Filippo POTENZA - Con una percentuale di voti che tra exit poll e proiezioni non è mai andata sotto il 68%, Vito De Filippo (L'Unione) conquista la presidenza della Regione Basilicata, superando nettamente Cosimo Latronico, il candidato della Casa delle libertà (che si ferma intorno al 26%), e consegnando al centrosinistra la 12/a Regione in due settimane, dopo le undici conquistate il 3 e il 4 aprile scorso.
Oltre a percentuali intorno all'uno per cento per gli altri tre candidati alla presidenza (Margherita Torrio del Nuovo Psi, Roberto Fiore per Alternativa sociale e Rosangela Mancuso di Unità popolare), la novità viene da Scanzano Jonico (Matera), dove Carabinieri e agenti del Corpo forestale dello Stato hanno posto sotto sequestro sette seggi elettorali. Il provvedimento è stato deciso nell'ambito di un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Potenza, che ipotizza brogli elettorali. Una cortina di riserbo circonda la vicenda.

La vittoria di De Filippo - esponente della Margherita della generazione dei quarantenni, giunto al voto come Presidente del Consiglio regionale della Basilicata - non è mai stata in discussione, al punto che venerdì ha scritto in un messaggio sui giornali: «Sarò il presidente di tutti». Non era in discussione, la vittoria del candidato dell'Unione, neanche alla vigilia del 3 aprile, quando la riammissione della lista di Unità popolare da parte del Consiglio di Stato costrinse allo spostamento delle elezioni. Con la sostanziale differenza che altre due settimane di campagna elettorale per un centrodestra che aveva conquistato soltanto Lombardia e Veneto e perduto nelle altre regioni, si sono trasformate per Latronico in una corsa a ostacoli impossibile da vincere. Peraltro, la diminuzione del numero dei votanti (il 67,2% contro il 72,7 del 2000, quando si votò in un solo giorno) di sicuro non ha favorito la Cdl che - ha spiegato lo stesso Latronico, anch'egli ex esponente della Dc e formatosi in Comunione e Liberazione - in Basilicata è ora ridotta «più a un'area di opinione che a una parte politica ben strutturata».

Il neo presidente della Giunta regionale della Basilicata, che nel pomeriggio ha subito capito di aver stravinto, è stato cauto: «Aspettiamo dati più sicuri», ha risposto subito ai cronisti; poi ha ammesso che anche il leader nazionale dell'Unione, Romano Prodi, gli aveva telefonato dicendogli che era «contento», infine ha annunciato la necessità di un patto fra le regioni del Sud peninsulare, tutte in mano al centrosinistra.

Per il centrodestra la sconfitta - pesante - rappresenta la conferma di una situazione «storica»: la fine della Dc ha consegnato al centrosinistra i dirigenti più esperti, «più radicati al territorio» (per usare una frase fatta che vuol dire più bravi a interpretare tendenze e raccogliere consensi). A ciò si deve aggiungere, in un decennio, la conferma e la crescita dei Ds. Lo scorso anno, alle elezioni amministrative, il centrosinistra ha conquistato al primo turno le Province di Potenza e di Matera e il Comune di Potenza, in quest'ultimo caso con una percentuale superiore al 70%.
Hanno pesato, poi, a favore del centrosinistra, i risultati raggiunti quanto meno nei cinque anni passati, quando alla presidenza era il diessino Filippo Bubbico. E un paio di vicende davvero «epocali» per la discreta Basilicata: i blocchi fatti a Scanzano Jonico contro l'ipotesi governativa di realizzarvi il deposito unico delle scorie nucleari (è stata durissima, per la Cdl, tentare di risalire quella corrente); e quelli fatti a Melfi, davanti allo stabilimento della Fiat, per chiedere turni migliori di lavoro e migliori retribuzioni.

Rapidamente, insomma, la scontata vittoria di De Filippo ha lasciato il campo, fin dal tardo pomeriggio, al toto consigliere. A Potenza, nel comitato elettorale di De Filippo la festa tarda a cominciare: molti si sono trasferiti nei comitati elettorali dei candidati al consiglio regionale, che sarà composto da 30 persone. Ora è interessante capire - ma bisognerà attendere la notte, quasi certamente, considerato il ritmo di arrivo dei risultati alle prefetture - chi sono gli eletti e chi vincerà la partita interna all' Unione fra Margherita e Ds, con un occhio all' Udeur. Partita importante per il Consiglio regionale, ma ancora di più in vista delle elezioni politiche e quindi delle candidature nell'Unione.
Mario Restaino

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