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In Basilicata tra comizi e propaganda

Lo slittamento delle elezioni regionali al 17 ed al 18 aprile ha prolungato la lunga campagna elettorale nella piccola regione (600 mila abitanti)
POTENZA - In tutta Italia si commentano i risultati politici e ci sono anche i primi scossoni, in Basilicata no: i lucani sono ancora alle prese con i comizi e con la propaganda elettorale.
Lo slittamento delle elezioni regionali al 17 ed al 18 aprile non ha tolto alcun significato alla contesa nella piccola regione meridionale (popolazione di 600 mila abitanti). La partita è soprattutto un duello tra l'Unione, che cerca sia la conferma che il sigillo della dodicesima regione dopo la scorpacciata del 3 e del 4 aprile, e la Casa delle Libertà, che tenta di scardinare il monocolore del centrosinistra al governo di tutte le principali istituzioni lucane (Regione, Province di Potenza e Matera, Comuni capoluogo).
Tre le liste "outsider" che cercheranno di rosicchiare quote di consenso alle due coalizioni. Intanto alle Amministrative del 3 e del 4 aprile, in cui circa 45 mila lucani sono stati chiamati per il rinnovo di dieci consigli comunali, 7 amministrazioni sono state conquistate o riconquistate dal centrosinistra e 3 dal centrodestra.
RINVIO ELEZIONI DOPO SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO
Sono 5 i candidati alla poltrona di governatore della regione per raccogliere il testimone che sarà lasciato da Filippo Bubbico (Ds), governatore uscente e candidato come consigliere regionale nella lista Uniti nell'Ulivo in provincia di Matera.
In lizza il presidente uscente del Consiglio regionale, Vito De Filippo, per l'Unione (Uniti nell'Ulivo, Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Udeur, Verdi, Italia dei Valori, Liberaldemocratici), Cosimo Latronico per la Casa delle Libertà (FI, An, Udc, Confederazione di Centro), Margherita Enrichetta Torrio (Nuovo Psi), Roberto Fiore (Alternativa sociale - Con Mussolini) e Rosangela Mancuso (Unità Popolare).
Proprio la "riammissione con riserva" in extremis della lista di sinistra Unità popolare, sancita solo l'1 aprile dal Consiglio di Stato che ha ribaltato la ricusazione della Commissione elettorale, ha costretto la Prefettura di Potenza a rinviare le elezioni perchè i presentatori della lista si sono avvalsi del diritto di campagna elettorale che non avevano potuto esercitare nemmeno per un giorno. Al macero così sono finiti manifesti e schede elettorali, fatti ristampare corretti. I candidati hanno tenuto aperti i comitati ed i lucani sono stati a guardare in tv come l'Italia ha votato il 3 ed il 4 aprile.
CAMPAGNA ELETTORALE AI "TEMPI SUPPLEMENTARI"
La campagna elettorale è finita dunque ai 'tempi supplementarì. La prima settimana è trascorsa in parte anestetizzata sia dal contraccolpo dell'elezione rinviata sia per il lutto nazionale e per i funerali del Papa, una scomparsa avvertita sentitamente nella regione lucana che il Pontefice visitò nel 1980 dopo il terremoto in Irpinia e nel 1991 in visita pastorale.
Così solo da due giorni le coalizioni ed i candidati sono tornati ad 'affilarè gli argomenti di campagna elettorale, nel solco dei temi che hanno caratterizzato già la vigilia del voto prima della falsa partenza. Il travolgente successo dell'Unione ha portato altro entusiasmo in Basilicata alla coalizione che sostiene De Filippo. Il candidato governatore vuole consegnare all'Unione anche la 12.esima regione per colorare di rosso un'altra regione sulla cartina dell'11-2.
Non a caso i leader dell'Unione ci saranno: già fissate le visite di Antonio Di Pietro (Italia dei Valori), del segretario dello Sdi, Enrico Boselli, che sarà il 12 aprile a Potenza e del segretario dei Ds, Piero Fassino, che il 14 aprile nel capoluogo terrà un comizio insieme a De Filippo. Latronico sta rintuzzando con le convention della Casa delle Libertà ed attende anche visite di ministri e leader nazionali già presenti durante la vera campagna elettorale.
AMMINISTRATIVE, UNIONE FA 7-3
Alle Amministrative sono stati rinnovati 10 Comuni, tutti con sistema maggioritario a turno unico in quanto aventi popolazione inferiore a 15 mila abitanti. A liste civiche di centrosinistra o liste dell'Unione sono andati i Comuni di Moliterno, Avigliano, Maratea, Carbone, Forenza (nel potentino), Salandra e Irsina (nel materano), a liste civiche di centrodestra o a partiti della CdL sono andati Corleto Perticara e Tolve (nel potentino) e Montalbano Jonico (nel materano).
La Margherita, partito di appartenenza di De Filippo, ha salutato positivamente l'esito delle elezioni comunali per bocca del coordinatore regionale Salvatore Margiotta che è andato anche oltre dicendo che «la grande vittoria del centrosinistra, con un risultato parziale di undici regioni a due, è destinato ad arrotondarsi in un 12 a due quando anche la Basilicata potrà finalmente votare». Nel 2000 la coalizione di centrosinistra vinse con il 63,4 per cento, con Filippo Bubbico eletto governatore. Il 17 ed il 18 aprile si vota anche in un Comune potentino, Genzano di Lucania (a turno unico).
COSA PREVEDE IL SISTEMA ELETTORALE
Alle urne sono chiamati 552 mila lucani di cui circa 70 mila iscritti nell'anagrafe degli italiani all'estero (Aire) e, a causa del rinvio delle elezioni, si teme una quota maggiore di astensionismo. Si vota con il vecchio sistema perchè l'Assemblea lucana non ha approvato nè il nuovo Statuto nè ha messo mano alla legge elettorale.
Il sistema vigente prevede che 24 dei 30 membri dell'Assemblea lucana siano eletti con il "proporzionale" sulla base delle preferenze nelle liste provinciali delle due circoscrizioni di Potenza e di Matera mentre gli altri 6 componenti dell'Assemblea vengono eletti con un criterio "maggioritario". Oltre alle liste provinciali sono in campo le liste regionali, i cosiddetti "listini". I cinque candidati a governatore sono ciascuno il capolista del listino della propria coalizione o della propria lista singola. Viene eletto presidente il capolista più suffragato mentre il secondo classificato diventa consigliere regionale.
I SEGGI NEL MAGGIORITARIO
Tre sono i casi di suddivisione dei seggi con il criterio maggioritario. Nel caso in cui le liste collegate nelle province abbiano già avuto più del cinquanta per cento dei seggi al capolista o alla lista che vince nel maggioritario sono assegnati metà dei seggi a disposizione mentre gli altri sono attribuiti proporzionalmente alle liste provinciali collegate con i capilista e le liste perdenti nel maggioritario (il cosiddetto "premio di opposizione").
Invece, nel caso in cui le liste collegate nelle province con la lista maggioritaria vincente abbiano ottenuto più del 40 per cento di seggi ma meno del 50, allora alla lista vincente nel maggioritario sono assegnati tutti i seggi riservati a quella quota. Infine, nel caso in cui il capolista e la lista vincente nel maggioritario abbiano ottenuto meno del quaranta per cento dei seggi vengono assegnati tutti i seggi del maggioritario più una quota di seggi aggiuntivi pari a quella necessaria per garantire ai vincitori almeno il 55 per cento dei seggi del Consiglio ("premio di maggioranza").

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