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Bernalda - L'albergo del "Padrino"

Francis Ford Coppola - regista del famoso film - in Lombardia ha nuovamente annunciato il progetto nel paese dei suoi nonni. A gennaio si parlò di un castello
BUSTO ARSIZIO (VARESE) - Piuttosto che ripetersi, girando film simili a quelli che gli hanno dato la fama, Francis Ford Coppola ha preferito tornare a studiare e dedicarsi ad altri progetti, come la costruzione di un piccolo hotel a Bernalda, il paesino della Basilicata di cui è originario il nonno paterno e dove il regista di 'Apocalypse now' torna sempre più spesso da quando, un anno fa, gli è stato concesso il passaporto italiano.
Lo ha raccontato oggi lo stesso Coppola, ospite quanto mai spaesato del Baff, il Busto Arsizio Film Festival: «Non chiedetemi perchè sono qui, non lo so neppure io, mi avevano detto - ha raccontato in conferenza stampa - che avrei passato un paio di giorni con mia moglie in un bel posto dove si mangia bene». Nonostante i disguidi organizzativi, Coppola, completo beige, basco e sciarpa verde a fantasia, si è offerto con generosità a stampa e ammiratori, uno dei quali voleva persino consegnargli una sceneggiatura che il regista ha rifiutato categoricamente: «Non voglio leggerla, sto cercando di svuotarmi la testa».
Con il cinema, infatti, in questo momento ogni rapporto sembra interrotto, tanto che Coppola ha rinunciato a girare 'Megalopolis', il film ambientato a New York e con il futuro dell'uomo come tema portante, di cui aveva annunciato l'imminente realizzazione al festival di Cannes del 2001.
«Megalopolis è un progetto molto ambizioso, forse troppo, e in questo momento sento che è fallito, così - ha detto - ho deciso di dargli uno stop e di fermarmi a riflettere: questo film è un 'opus interruptus'». Il problema, ha rivelato lo stesso Coppola, «è che quando un artista inizia a lavorare da giovane, e diventa noto per i film fatti intorno ai 40 anni, quando va avanti ha solo due possibilità: ripetersi o tornare agli inizi, cioè diventare uno studente e aprirsi una strada per una seconda vita. Io ho deciso di non fare film stupidi per alimentare l'industria e di non ripetermi: pochi artisti hanno la capacità di sorprendere sempre, tranne qualche rara eccezione come Shakespeare, che ha scritto l''Otello' quando era già avanti con l'età».
Risolto ogni problema economico grazie all'azienda vinicola impiantata anni fa in California, e ai 12 milioni di bottiglie prodotti ogni anno, Coppola si è potuto concedere il lusso di «tornare studente e imparare qualcosa di nuovo, qualcosa che forse mi darà lo stimolo per fare nuovi film, ma sinceramente non so se accadrà». Se dovesse tornare a dirigere una pellicola, sarebbe incentrata, ha rivelato, sul futuro della razza umana, come prevedeva anche il progetto 'Megalopolis', o sulla coscienza umana, mentre non gli interesserebbe girare un film sull'Iraq, come 'Apocalypse now' lo fu per il Vietnam.
Se il lavoro di regista va a rilento, Coppola si sta rivelando un vero 'zio d'Americà per Bernalda, la cittadina d'origine in provincia di Matera, dove ha annunciato che aprirà un hotel di sole 12 stanze, per un «nuovo tipo di turismo invisibile, che non lasci segni sul territorio, che non lo cambi». E dove sta anche dando vita a un centro sperimentale di arti visive e musicali, un progetto pensato per «non veder più partire tutti i giovani del paese, costretti a emigrare per cercare lavoro».
«La Basilicata è una regione poco nota all'interno della stessa Italia perchè al contrario delle altre regioni del Sud - ha detto Coppola - non ha avuto fenomeni come la mafia. E' un posto dove si mangia e si beve bene, dove le persone sono belle e gentili, ma che i giovani devono lasciare per cercare lavoro, ed è una cosa bruttissima perchè loro sono il futuro. Perciò dobbiamo incoraggiare la vita culturale della Basilicata, creare le condizioni perchè i giovani rimangano qui».
Non è detto comunque che Coppola abbia dato l'addio al cinema: «Tra noi c'è qualcosa nell'aria, dobbiamo solo trovare il tempo di parlarne» ha detto Zucchero, invitato per consegnare un premio del Film Festival al regista, di cui è fan da sempre e con cui ieri ha passato la serata, entrambi ospiti della villa di Parabiago del console onorario del Belize in Italia, carica che Coppola riveste per la California. Anche a Busto il regista e il soulman italiano si sono presentati insieme, atterrando in elicottero in un campo sportivo, sulle note della cavalcata delle Valchirie di Wagner, proprio come in Apocalypse now.
Al Festival Coppola ha presentato la copia rimontata da Vittorio Storaro del film 'Un sogno lungo un giorno', la pellicola che nell'82 fece fallire la sua casa di produzione, la Zoetrope. «Volevo fare del life cinema ma non ci sono riuscito», ha riconosciuto, aggiungendo che però «le tecnologie che ho inventato per quel film ora le usano tutti». Magari anche la figlia Sofia, che sta girando a Parigi 'Maria Antonietta': «Sono stato sul set, è una grande produzione con costumi bellissimi, ma non mi sono permesso di intromettermi: il film è unicamente di Sofia. Io - ha concluso divertito - faccio solo il papà!».
Gioia Giudici

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