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L'ombra del satanismo sul Vulture-Melfese

Venerdì santo qualcuno si è introdotto nell'ossario del cimitero di Sant'Ilario di Atella (Potenza). I poveri resti di quattro persone sono forse stati oggetto di un rito satanico. Sull'accaduto indagano i carabinieri
SANT'ILARIO DI ATELLA(POTENZA) - L'ombra del Satanismo sul Vulture-Melfese. Venerdì santo, mentre i fedeli dei vari paesi della zona erano intenti a ricordare la Passione di Cristo con le diverse «via Crucis», qualcuno ha profanato l'ossario del cimitero di Atella, per celebrare all'interno una messa nera o qualche altro rito satanico.
Il macabro episodio, di cui si è avuta notizia soltanto oggi, è stato scoperto all'alba di sabato dal custode del cimitero, Giuseppe Telesca. «Sono andato come sempre - racconta - a fare lavori di manutenzione nella struttura. Quando sono passato vicino all'ossario ho notato che la porta era stata forzata. Allora sono entrato e sono sceso al piano interrato dove ho visto lo scempio che era stato combinato».
L'uomo non si è trattenuto a lungo nel locale, quelle immagini scioccanti gli sono rimaste ben impresse. La struttura, in realtà, non è un vero e proprio ossario (quel piccolo cimitero ne è sfornito) ma una cappelluccia il cui sotterraneo, una stanza di tre metri per tre, è stato adibito ad ospitare le cellette dei defunti riesumati a oltre 20 anni dalla morte. Un particolare, questo, che lascia pensare che chi si è introdotto nella struttura la conoscesse già.
Contro quelle sepolture (ce ne erano circa venti), gli ignoti si sono accaniti. Le hanno scaraventate a terra e ne hanno aperte quattro per prelevarne le ossa. Alcune sono state spezzate, mentre un teschio pare essere stato additittura segato a metà. Stando ad una prima ricognizione, sembrerebbe, inoltre, che alcuni resti sarebbero stati portati via. Una celletta, poi, dopo essere stata svuotata sarebbe stata allagata.
Un macabro accanimento che fa, però, pensare ad un vero e proprio rito satanico sia per la coincidenza con il giorno, quello in cui viene ricordata la morte di Cristo, sia per la presenza di quel cerchio di lumini posti a testa in giù, elemento, questo, che nel satanismo sarebbe da collegare alla volontà di onorare gli inferi. In ogni caso, il «commando» si sarebbe trattenuto non poco all'interno del sotterraneo della cappella e pare che qualche rito sia stato consumato.
E proprio sui resti lasciati contano ora gli inquirenti per risalire agli autori del gesto. Allertati dal custode, immediatamente sono arrivati sul posto i vigili urbani che hanno provveduto a mettere la struttura in sicurezza e ad effettuare i primi rilievi. Questa mattina, seguirà un nuovo sopralluogo, congiunto con i carabinieri, per
la ricerca di maggiori elementi.
La notizia, intanto, ieri ha turbato non poco il paese in festa per la concomitanza della pasquetta con le celebrazioni per la festa patronale di «Santa Maria ad Nives». E' la seconda volta che questa ricorrenza viene funestata. La prima, qualche anno fa, ignoti si introdussero in casa del sagrestano e portarono via l'oro donato nel corso degli anni dai fedeli alla Madonna. Nessun precedente, invece, per quel che riguarda il satanismo in zona, se non qualche voce incontrollata che, fino a ieri, aveva il sapore della leggenda.
Giovanni Rivelli

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