A Muro Lucano sindaco e assessori rinunciano a indennità

di ANTONELLA INCISO

Altro che i privilegi della casta. Altro che poltrone da tutelare. Questa volta a rimetterci sono gli amministratori. La crisi fa sentire pesantemente i suoi effetti, i soldi scarseggiano e le conseguenze per i cittadini sono l’aumento delle tasse e la riduzione dei servizi. Per evitare questo, però, i sindaci di alcuni comuni lucani hanno deciso di mettere le mani nelle proprie tasche. Rinunciando alle indennità per pagare i servizi offerti ai cittadini. È quanto hanno pensato di fare il sindaco e la giunta comunale di Muro lucano che dal 1 settembre non percepiscono alcuna indennità di carica. I soldi che dovevano essere devoluti al loro stipendio, infatti, saranno utilizzati per garantire i servizi socio assistenziali per disabili e anziani. Ma anche per voci come la cultura e l’urbanistica. Insomma, tutta una serie di servizi essenziali per la comunità del Marmo Melandro. 

«È un atto doveroso – precisa il sindaco Gerardo Mariani- che intende scongiurare l’ipotesi di nuove tassazioni sui cittadini. Tocca alla classe politico-amministrativa dare un segnale di apertura e disponibilità alla collettività dinanzi alle difficoltà economiche che quoIntidianamente affliggono gli enti locali senza tagliare i servizi essenziali e senza incidere sulle tasche dei cittadini. Con la rinuncia all’in - dennità di carica si punta a garantire in toto la prosecuzione delle attività amministrative e gestionali». Questo anche perché al solo comune di Muro Lucano non saranno trasferiti circa 280mila euro. Una cifra non indifferente, una somma corposa per una comunità non certo grande e non certo vicina al capoluogo. 

«Per il nostro comune c’è stata una riduzione dei trasferimenti statali di circa 280mila euro nelle casse comunali - continua il primo cittadino - tale rinuncia, fortemente voluta dagli amministratori muresi, testimonia una scelta politica chiara che va nella direzione di non bloccare i servizi essenziali così come previsto nei mesi scorsi nel bilancio di previsione. Con la neo manovra finanziaria già approvata dall’intera giunta sarà garantito l’espletamento di tutti i servizi alla cittadinanza. Non saranno intaccate né le attività del Piano socio assistenziale né dell’area urbanistica e della sezione istruzione, cultura, affari generali e turismo». In totale la rinuncia degli amministratori muresi è di quasi 30mila euro. Soldi a cui si aggiungono altre 7mila euro legati al fondo di riserva. 

«La nostra intenzione è quella di differire la corresponsione del compenso lordo spettante a titolo di indennità di funzione - commenta l’assessore al bilancio, Giuseppe Savastano - a partire dalla mensilità di settembre 2011 sino ad avvenuta disponibilità di somme aggiuntive occorrenti a rimpinguare il pertinente capitolo di bilancio al fine di fronteggiare un minore trasferimento erariale. Da parte della Giunta ne consegue pertanto la rinuncia di 28mila euro e di 7mila euro del fondo di riserva. Una scelta che viene fatta per non gravare sulle singole voci del bilancio per non tagliare servizi al fine di avere una spazio di manovra che garantisca più servizi alla cittadinanza». Amministratori senza stipendio, dunque. A Muro lucano sì, ma chissà quanti altri ne seguiranno l’esempio.
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