Storia di Vincenzo  bimbo affetto da nanismo

di Massimo Brancati

POTENZA - «La grandezza di una persona non si misura dalla sua statura». È l’amore di una mamma che parla. L’amore per un figlio affetto da una rara forma di nanismo: ha nove anni, pesa nove chili ed è alto circa novanta centimetri. Ma è un concentrato di vitalità, di simpatia e voglia di vivere.

Lui si chiama Vincenzo F. ed è di Avigliano. Un bambino speciale per una storia speciale di cui si è occupato l’ultimo numero del settimanale «Visto» in un servizio firmato da Mariagrazia Zaccagnino. Vincenzo è uno dei ventisette casi nel mondo ad avere questa forma di nanismo, patologia che ha conosciuto la ribalta nazionale attraverso He Pingping, l’uomo più piccolo del mondo, spesso ospite del programma «Lo show dei record» di Canale 5 condotto da Barbara D’Urso.

I genitori di Vincenzo, Lucia, casalinga, e Michele, imbianchino, non sono sprofondati nel dolore di una condizione che, oggettivamente, causa qualche problema all’interno della famiglia. E genera apprensione per il futuro del piccolo. «Il suo amore ci fa superare tutto - dice la signora Lucia - e ci basta un suo sorriso per farci superare i momenti di sconforto».

Quando è nato Vincenzo pesava appena 650 grammi. Ma i medici avevano rassicurato i genitori che con il trascorrere del tempo avrebbe recuperato. Sarebbe cresciuto, insomma. E invece gli anni passavano e quel fagottino appariva sempre più piccolo rispetto alla sua età: «Percepimmo - racconta Lucia - che aveva qualcosa di diverso dagli altri bambini e incomiciammo a portarlo in giro per le visite specialistiche». Il responso fu agghiacciante: Vincenzo aveva una malattia genetica, probabilmente conseguenza della nascita da genitori consanguinei. Una spiegazione scioccante: «Non riuscivamo a capire - sottolinea Michele a «Visto» - perché io e Lucia non abbiamo parenti in comune fino alla quarta generazione. Forse sia io che mia moglie potremmo essere portatori sani del gene che causa il nanismo».

Lucia e Michele hanno smesso di chiedersi il perché, di torturarsi con le domande. Vincenzo è comunque un dono del Signore ed è il loro orgoglio, il loro catalizzatore di amore. Amore cresciuto di pari passo con i guai che hanno colpito Vincenzo, sempre più creditore nei confronti del destino. Qualche anno fa è stato colpito da ischemia: «Aveva appena cominciato a camminare - spiega Lucia - ma ha dovuto ricominciare tutto. Poi il piede non gli permetteva più di muoversi e così ha dovuto subire un intervento».

Nonostante tutto, Vincenzo conduce una vita come tutti i suoi coetanei: va a scuola, frequenta la piscina, suona la chitarra, naviga su Internet e guarda la Tv. È perfettamente consapevole della malattia che lo sta sottoponendo anche a un tour de force medico: è appena rientrato dall’ospedale di Salerno con una gamba ingessata a causa di un intervento chirurgico a cui è stato sottoposto per allungare i legamenti e correggere un piede che converge verso l’interno. Proprio a Salerno ha incontrato Diego Daddì, ex corteggiatore di «Uomini e donne», ricoverato in ospedale dopo un brutto incidente d’auto. Vincenzo l’ha riconosciuto perché è un fan della trasmissione di Maria De Filippi. Gli ha chiesto l’autografo e si è fatto fotografare insieme per poi usare l’immagine come sfondo del suo telefonino. Con Diego ha ormai un filo diretto: «Spero di rivederlo e di incontrare la sua fidanzata Elga. Finora le ho parlato solo a telefono», dice Vincenzo. Piccolo, grande bambino dagli occhi vispi. Che guarda al futuro con l’ottimismo dei genitori. Pronti a «regalargli» un fratellino, Donatello, nato perfettamente sano, e a «rivoluzionare» la casa, dove oggi anche un piccolo ostacolo può diventare per Vincenzo un muro insormontabile.
Privacy Policy Cookie Policy