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Una voragine sta prosciugando il lago Sirino

Una voragine sta prosciugando il lago Sirino

Una voragine sta prosciugando il lago Sirino

 
Una voragine sta prosciugando il lago Sirino

Mercoledì 27 Luglio 2011, 10:39

02 Febbraio 2016, 23:36

di SALVATORE LOVOI 

Una voragine di circa due metri di diametro si è aperta domenica scorsa sulle sponde del Lago Sirino. Il livello, dello specchio lacustre - soggetto a fenomeni di svuotamento durante la stagione estiva - è calato sensibilmente destando grande preoccupazione nell'Amministrazione Comunale e gli operatori turistici del luogo. Dopo un tempestivo sopralluogo del sindaco, Antonio Filardi, con il tecnico comunale, Nicola Anania, si è provveduto a transennare l'area della crepa, per evitare danni alla pubblica incolumità, e chiesto un pronto e radicale intervento al Presidente della Giunta, agli assessorati Infrastrutture e Ambiente della Regione Basilicata. Nella nota, il primo cittadino di Nemoli denuncia che «il fenomeno, già verificatosi negli anni scorsi e più volte segnalato, è particolarmente grave con probabilità di ulteriore aggravamento e di pericolo per la pubblica incolumità».

Nella nota, inviata anche all'Anas, si mette in evidenza che «il problema appare aggravato da quando sono in corso i lavori di scavo e di palificazione sulla sovrastante autostrada del Sole; tanto è vero che l’inverno scorso il lago non ha mai raggiunto il massimo livello, cosa che non si verificava da diversi anni». Un motivo in più per intervenire con urgenza sia a supporto della tutela della pubblica incolumità che del bene ambientale stesso - conclude Filardi - sollecitando un sopralluogo congiunto al fine di individuare azioni comuni per arginare il fenomeno e programmare interventi a carattere risolutivo. Il dissesto in atto sul bacino - come si vede - non è nuovo e il consolidamento, delle rive dell'invaso, è stato chiesto più volte ai competenti uffici, ad iniziare dal 1985, quando si creò una fessura di eguali dimensioni più a monte. I lavori realizzati nel tempo (tamponamento con teli di juta, brecciame e sifonamento) hanno mitigato, per qualche anno, il problema ripresentatosi due anni fa e nei giorni scorsi.

Si è parlato di uno studio e di azioni mirate a risolvere, in via definitiva, l'annosa questione ma a più di cinque lustri siamo ancora a lettera morta. Intanto l'orifizio, creatosi sul lato sud ovest della SS 19 Consolare delle Calabrie, sta provocando una lenta emorragia con il rischio di alterare o pregiudicare l'equilibrio biologico della piccola coppa d'acqua. Il fragile destino del Lago, minuscolo gioiello naturale del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano - anch'esso investito dell'emergenza - è appeso a un filo. La parola ora passa a chi tiene il capo del gomitolo.
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