Restivo ammette «Taglio le ciocche» L'interrogatorio

di Massimo Brancati

POTENZA - Questa volta ha parlato. Scomparsa l’emicrania che lo ha ammutolito venerdì scorso di fronte alle domande dell’accusa. Ieri Danilo Restivo ha deposto per quasi sette ore durante l’udienza del processo che lo vede accusato dell’omicidio della sarta Heather Barnett, assassinata il 12 settembre del 2002. A porgergli le domande il suo avvocato difensore, David Jeremy.

Per larghi tratti è stato un deja-vù dell’interrogatorio del ‘95 a Potenza, quando Restivo era accusato di falsa testimonianza. Sulla ricostruzione del 12 settembre ‘93, giorno della scomparsa di Elisa Claps, Danilo non si è schiodato da quanto aveva dichiarato allora: l’incontro in chiesa, l’uscita di Elisa e lui che ha continuato a pregare, il rifiuto della ragazza alla sua proposta di fidanzamento. Poi la caduta nel cantiere delle scale mobili e la ferita alla mano. Tra una ricostruzione e l’altra ha trovato anche il tempo di lanciare accuse: quand’era in carcere a Potenza ha detto di aver subìto violenza fisica e psicologica.

Il suo castello di certezze ha cominciato a vacillare nonostante il suo avvocato gli abbia prestato il fianco per giustificare qualsiasi contestazione che gli è stata mossa in tutti questi anni sui delitti Claps e Barnett. Danilo, infatti, ha fornito spiegazioni «barcollanti»: ha detto ai giurati di aver ritrovato per caso un coltello nei pressi di un ponticello a Bournemouth, dove dei bambini stavano giocando. Quel giorno gli agenti della Dorset Police, che lo tenevano d’occhio, lo hanno fermato. E lo hanno trovato in possesso della lama e di fazzoletti.

In primis Restivo ha detto di aver trovato anche quelli vicino al ponte. Alla domanda «a cosa servivano i fazzoletti?», ha raccontato: «Ci mettevo gli insetti che trovavo per darli da mangiare ai miei animali che ho in casa, 5 gechi e una lucertola».

Riguardo, invece, al passamontagna che pure gli agenti gli sequestrarono, la risposta è stata: «Mi era stato raccomandato dal dottore, perchè ho una grave sinusite. Lo tenevo in macchina perchè non funzionava il riscaldamento. Ma non l’ho mai usato mentre guidavo, nè fuori dall’automobile».

Una contraddizione che ha colpito la giuria è stata quella relativa al ritrovamento di un suo asciugamano nella casa di Barnett. Alla giuria ha detto di averlo portato alla sarta per farle vedere la gradazione di verde con cui doveva realizzare le tende da regalare alla moglie Fiamma. Ma durante l’udienza gli è stato fatto notare che quando la polizia, nei giorni immediatamente successivi alla morte di Barnett, gli chiese spiegazioni su quell’asciugamano lui negò di averlo mai avuto. A quel punto ha detto ai giudici: «Ho problemi con la memoria, non mi ricordavo». Una «classica» arrampicata sugli specchi. Come quella che riguarda la sua «ossessione tricologica», il taglio dei capelli alle ragazze. Ha ammesso in aula ciò che ha sempre negato alla polizia inglese e alla moglie Fiamma: «Ho cominciato a tagliarli per una scommessa con i miei amici. Volevo essere accettato dal gruppo. Poi mi è piaciuto e ho continuato. Volevo smettere, ho chiesto aiuto anche ad uno psicologo, ma non ci sono riuscito. Comunque - ha concluso - non era un impulso sessuale». Restivo ha spiegato di aver tagliato ciocche di capelli ad alcune ragazze mentre si trovava in Inghilterra ma di aver mentito agli investigatori che gliene chiedevano conto perchè non si «fidava della polizia. Che sia vero o falso quello che dico – ha dichiarato – viene sempre usato contro di me. Se avessi risposto di sì – ha aggiunto – sarebbe stato pubblicato nei giornali, così come altre volte è capitato con altre affermazioni che ho fatto».

Nel corso dell’udienza gli è stato chiesto anche del ritrovamento nel 2006 di una ciocca di capelli nella camera da letto della casa in cui viveva con Fiamma. Restivo, che non ha mai tradito imbarazzo durante la deposizione, ha detto che secondo lui «qualcuno toccato dalla scomparsa di Elisa Claps l’aveva nascosta lì». Restivo, negli interrogatori con la Dorset police, aveva suggerito l’ipotesi che quella ciocca fosse stata nascosta «dalla famiglia Claps perchè mi vogliono morto».

In tribunale, dunque, di fatto ha confermato quella versione: «Non avevo mai visto prima di allora quella ciocca. Pensai che quei capelli fossero stati nascosti in casa mia da persone coinvolte dalla scomparsa di Elisa Claps. E lo credo ancora oggi».

L’avvocato Jeremy, infine, ha portato il suo cliente ad affrontare anche il caso della Nacro dove lui lavorava il giorno della morte di Heather. La perizia informatica ha rivelato come la mattina di quel 12 novembre 2002 il computer usato da Restivo al centro di formazione è rimasto inattivo fino alle 10 passate. Secondo la difesa, questo si può spiegare col fatto che Danilo, in accordo con il suo tutor (deceduto), avesse impiegato del tempo a studiare delle «stampate» del suo progetto di sito internet. Peccato che poi Restivo si sia subito smentito dichiarando di aver usato, in quell'ora mancante, sia internet che il pc stesso.
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