Delitti Claps-Barnett Eliana ascoltata  dai giudici inglesi

di Massimo Brancati

POTENZA - Si è eclissata. Da quando è stata travolta dalla vicenda Claps ha evitato «contatti» con la stampa e i suoi familiari hanno alzato un muro invalicabile per proteggerne la privacy. Ieri è tornata a parlare Eliana De Cillis, l’amica di Elisa, che da qualche tempo vive e lavora come insegnante in provincia di Reggio Emilia. I giudici della Corte di Winchester l’hanno invitata a deporre durante il processo a carico di Danilo Restivo, l’uomo accusato di aver ucciso la sarta Heather Barnett e unico indagato per la morte della ragazza potentina. In videoconferenza dall’Italia, De Cillis ha parlato per pochi minuti. In maniera didascalica. Le è stato chiesto di raccontare quel «maledetto» 12 settembre ‘93, il giorno della scomparsa di Elisa. Nulla di nuovo: ha ribadito di aver visto per l’ultima volta l’amica intorno alle 11.30 e che avrebbe dovuto pranzare con lei in una casa di campagna. I giudici l’hanno incalzata chiedendole se stesse dicendo la verità e De Cillis si è limitata a confermare la sua versione prima di essere congedata dai giudici.

È tornata così nel suo mondo, portandosi dietro i sospetti di sempre, l’etichetta di persona che sa e che ha sempre preferito tacere. Riecheggiano dal passato le sue parole pronunciate durante il processo a Restivo nel ‘95 per falsa testimonianza: «Avevo paura di fare la stessa fine di Elisa». Paura di cosa? Di chi? Interrogativo che pesa come un macigno sulla ricostruzione dei fatti che De Cillis rese all’epoca agli investigatori: «Ci siamo separate - si legge sul verbale del ‘95 - perchè Elisa aveva un appuntamento con Danilo, suo amico, il quale doveva consegnarle un regalo per la sua promozione scolastica. Premetto che di questo incontro Elisa me ne aveva parlato poco prima a casa sua. Mi aveva detto che l’appuntamento con Danilo era dietro la Chiesa della Trinità, alle 11.30. Mentre io mi sono diretta a telefonare alle vicine cabine telefoniche, Elisa si è allontanata in direzione della Trinità, attraverso il vicolo vicino alla chiesa di San Francesco».

L’intervento di De Cillis è stato il nucleo dell’udienza di ieri in Inghilterra, caratterizzata ancora una volta dagli incroci tra i delitti Barnett e Claps. L’accusa insiste nel tentare di fare luce su cosa è accaduto a Potenza per trovare la chiave in grado di incastrare Restivo sull’omicidio della sarta inglese. Durante il processo - che riprenderà mercoledì prossimo - sono state ascoltate le dichiarazioni rilasciate da Restivo alla polizia italiana e al programma Rai «Chi l’ha visto?» nel 1993, pochi giorni dopo la scomparsa di Elisa. Danilo raccontò di aver incontrato la ragazza nella chiesa della Trinità e che dopo circa 15 minuti lei se ne andò, mentre lui rimase a pregare. In un’intervista a un giornalista precisò che aveva visto Elisa molto preoccupata: lei gli avrebbe detto che un giovane l’aveva importunata.

Il flashback è proseguito in aula ascoltando conversazioni telefoniche, registrate dalla polizia, che coinvolgono Restivo e altre dichiarazioni dello stesso indagato che risalgono a 18 anni fa. Nel mirino, in particolare, la storia della mano ferita (Danilo disse di essersi procurato quel taglio cadendo nel cantiere delle scale mobili) e il rifiuto di Elisa a fidanzarsi con Restivo: «Mi ha respinto - sottolineò Danilo - e io non ho insistito. Ma siamo rimasti amici».
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