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Artigiano lucano: «vendo un rene»

Il messaggio è apparso nei giorni scorsi su volantini affissi sui muri del Policlinico di Bologna, si tratta di un uomo con una situazione finanziaria difficile
BOLOGNA - «Padre di due bimbi, 35 anni, situazione disperata, dona proprio rene a persona bisognosa e benestante in cambio solidarietà». Il messaggio, scritto a mano e corredato da un numero di cellulare, è apparso nei giorni scorsi su volantini affissi sui muri del Policlinico Sant'Orsola di Bologna. La direzione sanitaria ha spedito una fotocopia alla Procura e il Pm Valter Giovannini ha subito cercato di capire cosa c'era dietro. Se qualcuno accettasse il rene per il trapianto si configurerebbe il reato di lesioni volontarie.
Tramite il numero di cellulare, il Pm è risalito ad un artigiano lucano che è stato poi convocato e interrogato. L'uomo ha raccontato al magistrato di essere stato costretto dalla disperazione ad affiggere il messaggio in ospedale. «Verso in una situazione economica disperata - ha spiegato - la mia attività va male, non decolla. Ho cercato anche di mettermi in contatto con un centro trapianti, ma senza avere riscontri. Comunque non ho ricevuto nessuna telefonata di persone che erano interessate al mio rene». D'altronde - ha spiegato ancora - i volantini sono anche una provocazione per attirare sulla mia situazione l'attenzione delle istituzioni.
«Fortunatamente - ha commentato il Pm Giovannini - non è arrivata nessuna chiamata». Quindi dal punto di vista penale la vicenda è chiusa.

Il magistrato, che fa parte della Dda (Direzione distrettuale antimafia), già si era occupato di un possibile traffico di organi. Nel marzo scorso aveva aperto un'inchiesta che ipotizzava la tratta di essere umani dopo una serie di articoli del «Quotidiano Nazionale» che avevano preso spunto da una denuncia delle suore del convento Mater Dei di Nampula, in Mozambico, su un traffico soprattutto di minori. L'ipotesi avanzata da associazioni umanitarie è che dietro alla tratta ci sia un traffico di organi.

Il caso dell'artigiano della Basilicata è simile a quello dell'ex titolare di un'azienda di prodotti gastronomici tipici della Toscana che convive con una situazione finanziaria difficile: a novembre scorso l'uomo aveva affisso vicino al Consolato Svizzero di Milano volantini con scritto «Vendo rene» e poi «Perfetto italiano di 42 anni per gravi problemi finanziari» e di seguito il numero di telefono. Successivamente aveva spiegato che «due persone, abitanti nella zona del capoluogo lombardo, hanno accolto la mia richiesta di aiuto, ma purtroppo non se n'è fatto niente, per problemi di incompatibilità». L'imprenditore aveva aggiunto che in cambio del rene chiedeva 500mila euro.

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