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Scanzano, timore per le scorie nucleari

Scaduto il termine del 9 gennaio previsto dalla legge del 2004 in materia di gestione dei rifiuti. Il Movimento No Scorie Trisaia ha lanciato l'allarme: «La Basilicata rischia»
SCANZANO JONICO (MT) - Torna la preoccupazione in Basilicata per la questione del nucleare. Il Movimento antinucleare pacifista No Scorie Trisaia, che conduce una battaglia per la dismissione della centrale ex Enea di Rotondella, in provincia di Matera, ha lanciato un nuovo allarme, paventando «il rischio che la Basilicata possa essere nuovamente individuata per la realizzazione del sito "definitivo-provvisorio" dei rifiuti radioattivi italiani con il rischio che la Trisaia possa essere individuata quale deposito provvisorio per lo stoccaggio del combustibile riprocessato all'estero».
La preoccupazione cresce alla luce del fatto che è scaduto il termine del 9 gennaio previsto dalla legge del 2004 in materia di gestione dei rifiuti nucleari, termine entro il quale un'apposita commissione (mai istituita) avrebbe selezionato il sito del deposito unico per i rifiuti radioattivi. Con un decreto il ministro alle attività produttive Antonio Marzano ha confermato i compiti affidati alla Sogin, la società di gestione degli impianti nucleari, aggiungendo altre funzioni tra cui, in collaborazione con i Ministeri delle attività produttive e dell'Ambiente, la competenza relativa all'individuazione del deposito unico nazionale di scorie radioattive.
Il decreto è noto in quanto è il provvedimento con il quale la Sogin avvierà le operazioni per lo stoccaggio provvisorio all'estero del combustibile nucleare irraggiato esistente presso le centrali nucleari ed i siti di stoccaggio nazionali. Ma il Movimento sottolinea che è stato affidato alla Sogin anche il compito della «individuazione e caratterizzazione del sito per il deposito nazionale provvisorio o definitivo dei rifiuti radioattivi». «Tutto ciò - aggiunge il Movimento - avviene mentre non vengono forniti ragguagli certi e definiti sul futuro delle barre Elk-River ancora stoccate presso la Trisaia, dell'impianto Itrec e dei programmi per il futuro del centro Trisaia».
Il Movimento No Scorie Trisaia invita le istituzioni, i cittadini, le associazioni religiose e della società civile della Basilicata nonché gli aspiranti candidati governatori regionali «a mobilitarsi». In Basilicata non è ancora sopita la lotta del novembre 2003 quando Scanzano Jonico, sulla costa materana, fu scelta come sede del deposito nazionale ma il governo fece retromarcia a furor di popolo. Scanzano fu scelta per le cave di salgemma a 650 metri di profondità.

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