Martedì 09 Marzo 2021 | 12:25

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Non c'è serenità nella Giustizia di Potenza

Il vicepresidente della Camera penale di Basilicata, Sergio Lapenna, ha denunciato che un giornalista è stato minacciato da ufficiali di polizia che hanno paventato ritorsioni dei pm
POTENZA - «C'è un clima non sereno nel palazzo di giustizia di Potenza», a un giornalista «ufficiali di polizia giudiziaria hanno riferito che è bene comportarsi in un certo modo altrimenti i pubblici ministeri saranno cattivi». Lo ha detto oggi a Potenza il vicepresidente della Camera penale di Basilicata, Sergio Lapenna, che è anche legale dell'on. Gianfranco Blasi per il quale ieri il Tribunale del Riesame ha dichiarato nulla l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip nell'ambito dell'inchiesta «Iena due» su presunti rapporti tra mafia e politica.
Lapenna non ha voluto fornire ulteriori particolari sull'episodio aggiungendo solo che «il giornalista, un pubblicista, si è rivolto al suo studio per esporre l'accaduto» e che ora si sta decidendo come procedere.
«In città - ha continuato - si dice che sono in arrivo altri arresti, che si paventano nuove clamorose iniziative giudiziarie».
Riferendosi alla decisione del Tribunale del Riesame su Blasi, Lapenna ha detto che «è necessario che i pm rivedano questa inchiesta, facciano giustizia e riesaminino la richiesta di archiviazione» fatta da tempo.
«Ancora ieri» - ha continuato - i pm hanno insistito nel chiedere al Riesame il rigetto dell'istanza di nullità dell'ordinanza dopo tutto quello che è accaduto in questi giorni e ciò rivela un accanimento terapeutico nei confronti dell'on. Blasi».
«Blasi - ha ricordato il legale - ha avuto uno scambio telefonico con Martorano, sul telefono dell'autista, e ha preso qualche caffè per un tempo totale di 127 secondi dall'aprile del 2001 per qualche mese. Viene iscritto nel registro degli indagati nel settembre del 2003. C'è un problema - ha continuato - l'on. Blasi ha firmato nel giugno del 2003 con l'on. Pittelli e altri parlamentari una richiesta di ispezione nella Procura di Potenza. Ad oggi questa ispezione, per l'arresto del generale dei carabinieri Orlando, non è ancora arrivata. E' necessario che un'indagine sulla procura di Potenza - ha concluso - venga fatta al fine di chiarire se ci sono omissioni o degli sbagli».

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