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«Restivo si trasferì in Inghilterra  per amore»

«Restivo si trasferì in Inghilterra  per amore»

«Restivo si trasferì in Inghilterra  per amore»

 
«Restivo si trasferì in Inghilterra  per amore»

Venerdì 31 Dicembre 2010, 10:47

02 Febbraio 2016, 22:43

di FABIO AMENDOLARA

«Mi disse che si era innamorato di una ragazza e che presto l’avrebbe raggiunta in Inghilterra». Paola Tudorov è nata a Pesaro, ma abita a Rimini. Qualche anno fa ha conosciuto Danilo Restivo, il ragazzo di Potenza che in Italia è indagato per l’omicidio di Elisa Claps e in Inghilterra è stato incriminato per il delitto della sarta Heather Barnett. Gli investigatori della Squadra mobile di Potenza la convocano perché hanno saputo che Danilo si confidava con lei. La sua testimonianza, raccolta in una pagina di verbale, è allegata all’inchiesta della Procura di Salerno. 

La ragazza di cui parla è Fiamma Basile Giannini, una decina d’anni più di lui, un matrimonio finito male alle spalle e due figli a carico. Danilo si confidava con Paola. E fu lui a parlarle di quella ragazza «della quale si era innamorato». È per questo che Danilo si trasferisce in Inghilterra? A Bournemouth, città balneare e delle obbedienze massoniche, ha seguito prima un corso per ex detenuti. Poi ha lavorato come impiegato in un’azienda. E poco prima di finire in carcere per l’omicidio della sua vicina di casa era disoccupato. Come Fiamma che, nel frattempo, è diventata sua moglie. La coppia sbarcava il lunario con i sussidi statali e fittando un paio di stanze a studenti italiani arrivati lì per imparare l’inglese. 

«Ricordo - racconta Paola alla polizia - che Danilo mi chiamò dall’aeroporto per dirmi che stava per raggiungere Fiamma in Inghilterra, dove poi si è trasferito». Ma Danilo con Paola non parlava solo delle sue relazioni. «Un giorno - racconta Paola - mi telefonò per dirmi di guardare la trasmissione “Chi l’ha visto?”, perché parlavano di lui e siamo rimasti tutti molto scossi. Nonostante ciò i nostri rapporti con Danilo non sono cambiati, seppur abbiamo espresso qualche dubbio anche con lui». 

L’indagine per l’omicidio di Heather Barnett era appena cominciata. Dice Paola: «Qualche mese dopo Danilo mi telefonò e mi disse che era indagato dalla polizia inglese per il ritrovamento del cadavere di una donna che conosceva sua moglie. Circa cinque o sei mesi dopo mi chiamò Fiamma e mi disse che Danilo era stato fermato dalla polizia perché durante una perquisizione, all’interno della sua macchina, avevano trovato un coltello che a suo dire aveva raccolto nella zona del porto». Nella borsa di Danilo quel giorno non c’era solo il coltello. C’erano dei guanti di lattice, vestiti di ricambio e foderine in plastica per i sedili dell’auto. A cosa servivano? Danilo non l’ha mai spiegato.
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