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Sesso con una disabile. Tribunale: non fu violenza

Un giovane di 22 anni è stato assolto oggi dal Tribunale di Potenza dall' accusa di aver violentato una disabile psichica, dopo che una perizia psichiatrica ha stabilito che la donna era consenziente all' atto sessuale
POTENZA - Un giovane di 22 anni è stato assolto oggi dal Tribunale di Potenza dall' accusa di aver violentato una disabile psichica, dopo che una perizia psichiatrica ha stabilito che la donna era consenziente all' atto sessuale.
Il fatto era avvenuto nel 2000 in un Comune del potentino. Il giovane, all' epoca diciottenne, aveva avuto un rapporto sessuale con la donna, allora trentenne, che ha un lieve handicap mentale. La donna, temendo di essere incinta, aveva raccontato il fatto alla madre, dicendo che il ragazzo aveva abusato di lei. La madre aveva riferito tutto ad una assistente sociale che seguiva la famiglia e che a sua volta aveva informato la Procura della Repubblica.
Il giovane si era difeso dicendo che la disabile sapeva quello che faceva ed era consenziente. Nel corso del processo il Tribunale di Potenza aveva disposto una perizia psichiatrica sulla parte lesa. Da questa era emerso che la donna aveva vissuto l' atto sessuale con piena adesione. L' accusa però aveva chiesto una condanna a tre anni e otto mesi.
«Il senso di questa sentenza di assoluzione - ha commentato il difensore dell' imputato, l' avvocato Gaetano Basile - è che congiungersi con un minorato non costituisce necessariamente violenza sessuale. Il Tribunale, in linea con la nuova legge sui reati sessuali, ha riconosciuto il diritto del disabile ad avere una normale vita sessuale, qualora risulti accertato che non ci sia stato abuso delle sue condizioni. Un abuso che prima veniva presunto, in virtù del suo stato di minorato».

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