Mercoledì 22 Aprile 2026 | 07:42

Carburanti ancora in lieve discesa ma la Basilicata resta «maglia nera»: benzina a 1,777 euro al litro

Carburanti ancora in lieve discesa ma la Basilicata resta «maglia nera»: benzina a 1,777 euro al litro

Carburanti ancora in lieve discesa ma la Basilicata resta «maglia nera»: benzina a 1,777 euro al litro

 
leonardo petrocelli

Reporter:

leonardo petrocelli

Carburanti ancora in lieve discesa ma la Basilicata resta «maglia nera»

Oggi autotrasportatori al ministero per un confronto. E l’Europa vara un nuovo osservatorio

Mercoledì 22 Aprile 2026, 06:01

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy certifica il dodicesimo giorno consecutivo di ribassi per i prezzi di diesel e benzina. Discese minime, da «zero virgola», che ora però iniziano a sommarsi definendo una media nazionale (in modalità self) di 2,087 per il gasolio e 1,747 per la verde. Prezzi, come sempre, destinati a crescere in autostrada dove la media si impone al rialzo: 2,130 nel primo caso e 1,785 nel secondo.

Naturalmente, all’interno di questa forbice, c’è chi ride e c’è chi piange. A non poter certamente esultare è la Basilicata dove si paga la benzina più alta d’Italia: 1,777 a litro. Solo la Provincia autonoma di Bolzano pareggia il dato, per il resto tutti sotto. Tra le regioni non c’è partita. E dire che, nei giorni scorsi, pur a fronte di prezzi alti, la verde lucana sembrava poter abbandonare il triste primato nazionale, ieri riguadagnato. Le cose non vanno troppo bene nemmeno sulla sponda diesel con un 2,101 superato solo dai numeri del Friuli Venezia Giulia, maglia nera a 2,110. La Puglia, invece, galleggia con benzina ferma 1,759 e diesel a 2,092: non è il peggio che ci sia in circolazione, ma sono comunque cifre che superano la media italiana.

Le lievi oscillazioni non cambiano comunque la situazione (drammatica) di automobilisti e, soprattutto, camionisti. L’autotrasporto conferma il blocco dal 25 al 29 maggio come da indicazione del Comitato esecutivo di Unatras (il coordinamento delle associazioni di settore) di qualche giorno fa. Ieri anche Federtrasporti si è unita al coro, definendo «inappuntabili» le motivazioni e le modalità attraverso cui è maturata la scelta di bloccare le attività: «Non siamo più di fronte a una protesta - afferma il presidente Claudio Villa - ma alla presa d’atto di una realtà economica fuori controllo. In queste condizioni continuare a far viaggiare i mezzi significa perdere denaro a ogni chilometro percorso». Di fatto il problema cruciale rimane quello del caro carburante cui si somma la «trappola» del credito di imposta, paradossalmente alleggerito dall’abbassamento temporaneo delle accise (in vigore fino al 1° maggio, salvo nuove proroghe). Novità potrebbero arrivare oggi pomeriggio (ore 17) dall’incontro, convocato dal viceministro Edoardo Rixi, al Ministero dei Trasporti: un ulteriore tentativo di mediazione, tra associazioni e governo, per scongiurare il fermo nazionale. La richiesta è chiara: servono misure incisive ma soprattutto strutturali, non episodiche, per disinnescare la crisi del settore.

Nel frattempo, però, la questione ha assunto una dimensione europea. Il contesto continentale offre, se possibile, un quadro ancor più desolante di quello nazionale come testimoniano i numeri dell’Eurostat: l’Italia è infatti una delle nazioni in cui la benzina è aumentata di meno tra febbraio e marzo. Un +4,8%, lontano dai numeri svedesi (+15%) o austriaci (+14,8%). Le distanze si riducono sul diesel ma comunque Paesi come Repubblica Ceca, Svezia ed Estonia hanno subito rincari peggiori dei nostri. Chi ha approfittato del gas russo, come l’Ungheria, ha visto aumenti a una cifra. Non casualmente, l’Europa - come afferma il commissario Ue ai trasporti, Apostolos Tzitzikostas - annuncerà oggi la creazione di «un nuovo Osservatorio sui carburanti, che monitorerà l’approvvigionamento e i livelli delle scorte di carburanti per i trasporti». Vale per gli aerei ma anche per i mezzi su gomma. La situazione è ormai insostenibile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)