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In Puglia e Basilicata

Tra ex caselli e caserme ecco i regali del Demanio alla Regione Basilicata

Tra ex caselli e caserme ecco i regali del Demanio alla Regione Basilicata

22 Maggio 2010

di ANTONELLA INCISO

I beni dello Stato passano agli enti locali. È il cosiddetto «Federalismo demaniale», il cui decreto attuativo, ossia le modalità di esecuzione (il primo legato al federalismo fiscale) è stato approvato ieri nella seduta del Consiglio dei Ministri. Nel progetto si prevede l’assegnazione e la relativa gestione di buona parte dei beni demaniali a Regioni, Province e Comuni. Enti che dovranno farli fruttare, trasformandoli in occasioni di reddito, in strutture produttive. 

La Basilicata, per la verità, non è tra le regioni più ricche dal punto di vista demaniale, ma il valore complessivo che è stato stimato dal Ministero dell’Economia per queste strutture resta sostanzioso: pari per la precisione a 48,60 milioni di euro. Certo, una piccola parte rispetto ai 3, 30 miliardi di euro che sono stati stimati a livello nazionale, ma pur sempre una somma interessante. 

Ma quali saranno i beni della Basilicata che entreranno nella lista delle probabili cessioni agli enti locali ? Al momento nessuno è in grado di dirlo con certezza. La lista ufficiale, infatti, sarà allegata ai decreti attuativi ed al momento è tenuta rigorosamente riservata, soprattutto per evitare polemiche e discussioni inutili prima della conclusione dell’iter del progetto. 
ex casello in basilicataA bassa voce, però, qualche indiscrezione viene fuori e conferma che si tratta di beni dalla natura più varia e di non facile gestione, considerato che nella maggior parte dei casi non si potrà modificare la destinazione d’uso. Per la Basilicata, infatti, non ci sono le grandi possibilità che si trovano in altre regioni italiane: non ci sono i palazzi storici, non ci sono i beni di valore artistico o architettonico. Piuttosto, tra i beni che dovrebbero (ed il condizionale è d’obbligo) essere trasferiti ci sono alcune strutture militari dismesse che per poter essere messe a reddito devono avere un cambio di destinazione d’uso. Tra queste l’ex base logistica di Rifreddo nel comune di Pignola (per la quale l’Agenzia del Demanio ha già indetto un avviso di vendita), l’ex caserma scatter (aliquota) di Salandra (in provincia di Matera) e l’ex poligono di tiro di Avigliano con relativo terreno agricolo. Una superficie di 5000 metri quadrati che. tra l’altro, potrebbe essere venduta ai privati già entro il 31 maggio 2010, termine ultimo per la gara indetta dall’Agenzia del Demanio. 

Alle strutture militari, poi, si dovrebbero aggiungere anche alcuni ex caselli delle ferrovie: in particolare, quelli di Brienza, di Potenza, di Matera e di Montalbano ionico. Se, però, per le strutture militari e quelle ferroviarie è evidente la necessità di modificarne gli usi, al fine di evitare che restino contenitori vuoti, diversa è la posizione di quelli che sono i beni naturali demaniali. 

Spiagge, corsi idrici, specchi lacustri. Bellezze naturali che oggi rendono poco o nulla e che lo Stato vuole cedere risparmiandoci anche, dato che ridurrà i trasferimenti a chi li prenderà in carico per una somma pari a quella di rendita, risparmiando anche sui costi di manutenzione. Particolare non trascurabile, però: le spiagge potranno essere cedute direttamente alla Regione, secondo il federalismo demaniale, ma non potranno essere né vendute né privatizzate. La Regione potrà solo farle fruttare: il che non è cosa da poco considerato che mediamente un metro di spiaggia produce 16, 6 euro. E se si considera che molti chilometri di costa sono balenabili, il business è evidente. Basti pensare all’Emilia Romagna che dalle spiagge dell’Adriatico riesce a produrre un introito di 88 euro al metro. 

Insomma, tra polemiche e preoccupazioni, la nuova normativa rischia di cambiare il volto della gestione di molti immobili dello Stato. Certo, ci vorrà tempo. La legge che doveva essere varata entro il 21 maggio, infatti, darà tre mesi alle amministrazioni pubbliche centrali per dire quali immobili e quali terreni vogliono tenersi e perché. Poi, un mese dopo l’Agenzia del Demanio pubblicherà l’elenco dei beni disponibili. L’elenco ufficiale, perchè quello ufficioso già c’è (è quello in base al quale è stata stimata in 3, 30 miliardi di euro la cifra dei beni disponibili ed è ben custodito al Ministero dell’Economia). Il 21 dicembre, poi, Regione ed enti locali dovranno dire quali di quei beni vogliono prendersi ed infine, il 21 gennaio del 2011, potranno essere varati i decreti per l’attribuzione ai nuovi proprietari. Tempi stretti, quindi, per il «tesoro» che il Demanio vuole regalare alla Basilicata.
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