dal territorio
Per il tartufo di Carosella Lucana chiesto il riconoscimento «dop»
Il tartufo bianco pregiato del Serrapotamo al centro di una giornata operativa a Carbone, promossa dall’amministrazione comunale e dall’Agenzia lucana per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura della Basilicata
Il tartufo bianco pregiato del Serrapotamo e Carosella Lucana al centro di una giornata operativa svoltasi a Carbone, promossa dall’amministrazione comunale e dall’Agenzia lucana per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura della Basilicata. Delineate strategie concrete di valorizzazione, tutela ambientale e sviluppo economico del territorio. All’incontro hanno preso parte il sindaco di Carbone Mariano Mastropietro, Michele Blasi e Domenico Cerbino dell’Alsia e Michele D’Arino, in rappresentanza della filiera dei cereali antichi del Pollino. Nella prima parte della giornata, il direttivo dell’associazione Tartufai del Serrapotamo si è confrontato con il direttore generale dell’Alsia, Blasi, sulle principali criticità del comparto tartufigeno. La tutela delle tartufaie naturali e degli ecosistemi, la necessità di progetti strutturati per la gestione sostenibile delle risorse, l’adeguamento della normativa regionale alle nuove esigenze del settore e il ruolo strategico del tartufo come strumento di marketing territoriale, capace di generare valore economico, turistico e culturale, sono stati gli argomenti al centro del confronto. In conclusione è emersa, con forza, l’importanza della organizzazione, della formazione e della responsabilità condivisa per rendere il comparto competitivo e duraturo nel tempo, in considerazione, anche, della forte sensibilità espressa su questo settore dall’assessore all’agricoltura, Carmine Cicala.
La seconda parte della giornata è stata dedicata alla costituzione del Comitato promotore per il riconoscimento della Farina di Carosella Lucana Dop. “L’obiettivo è chiaro – ha dichiarato il sindaco Mastropietro – avviare formalmente il percorso per il riconoscimento europeo. Il Comune garantirà il supporto istituzionale, ma il progetto deve essere guidato da chi produce e trasforma ogni giorno questo grano. Le esperienze della filiera della Carosella e dell’associazione Tartufai dimostrano che organizzazione e responsabilità condivisa portano risultati concreti”.
Nel corso del confronto sono state ripercorse la storia e le origini della Carosella Lucana, il ruolo degli attori locali – in particolare della filiera dei cereali antichi del Pollino – e le prospettive di sviluppo per prodotti derivati come pane, pasta, biscotti e prodotti da forno, in un’ottica di connessione tra tradizione, innovazione e nuovi mercati. Il direttore dell’Alsia, Blasi, ha sottolineato un punto chiave: “Oggi avviamo il percorso di richiesta della dop- ha rimarcato - ma non basterà ottenere il riconoscimento della denominazione di origine, occorrerà, infatti, garantire continuità produttiva e quantitativi adeguati per rispondere ai mercati locali, nazionali e internazionali». Grazie all’attività di studio dell’Agenzia lucana per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura, la Carosella Lucana è stata riconosciuta come Materiale Eterogeneo Biologico. Per la campagna agricola sono stati distribuiti circa 80 quintali di seme biologico certificato, con un incremento previsto per le annualità 2026–2027 a fronte della crescente domanda.