Lo chiedono le imprese

Basilicata, un piano strategico per rilanciare il distretto del mobile imbottito

ANTONELLA INCISO

In due anni calo del portafoglio ordini di oltre il 30%. Con una significativa riduzione dei fatturati e, soprattutto, un drastico peggioramento della marginalità operativa del settore

Rilancio: la parola che torna e ritorna è questa. Per gli imprenditori del mobile imbottito della Basilicata l’obiettivo è uno solo: rilanciare un comparto che tra il 2024 ed il 2025 ha visto un calo del portafoglio ordini di oltre il 30%. Con una significativa riduzione dei fatturati e, soprattutto, un drastico peggioramento della marginalità operativa del settore. Uno scenario complesso a cui hanno contribuito da una parte i dazi americani e le tensioni geopolitiche che incidono sui costi di produzione e dall’altro la stagnazione economica che pesa sulle spese delle famiglie.

Per questo oggi più che parlare di crisi gli esponenti del Distretto del Mobile imbottito preferiscono puntare sul rilancio del settore. “Il mobile imbottito che nasce nell’asse murgiano ha più di 60 anni, ha il know how nel territorio” spiega Luca Colaciccio, presidente della sezione Legno e Arredamento di Confapi Matera, evidenziando come uno degli obiettivi per il nuovo anno sia un marchio di indicazione geografica tipica. Un Igp del mobile che possa caratterizzare proprio le produzioni che vengono realizzate in quel pezzo di territorio che si trova tra Puglia e Basilicata.

Su questo Confapi sta lavorano da tempo, mettendo insieme una apposita associazione, ma la questione, ora, si è trasformata in una proposta vera e propria. Una delle diverse proposte che sono contenute in un documento destinato alla Regione Basilicata, in vista della discussione sulla risoluzione per il Distretto del mobile imbottito che sarà discussa nella prossima seduta del Consiglio Regionale. “Ci aspettiamo di essere coinvolti preventivamente non dopo, perché è utile che le decisioni possano essere il più condivise possibile” sottolinea il presidente di Confapi Matera, Massimo De Salvo. Sei, in particolare, i punti previsti nel documento dell’associazione delle piccole e medie imprese, tra cui quello sul marchio Igp. “In fase di costituzione un’associazione di produttori che intende

candidare alla Commissione Europea, per il tramite del Mimit, il mobile imbottito murgiano all’ottenimento del riconoscimento Igp, ammesso per il No Food dal primo dicembre 2025, chiediamo che la Regione finanzi la redazione di un disciplinare da parte di tale associazione di produttori” viene sottolineato nel Dossier che sollecita anche “l’istituzione di un tavolo permanente di confronto tra Regione, parti sociali e rappresentanze del settore”. “Per la gestione dell’emergenza – aggiunge ancora Confapi – chiediamo che la Regione ottenga dal Mimit che parte dei fondi per gli ammortizzatori sociali in deroga siano riservati alle imprese della filiera; l’attivazione e l’integrazione degli ammortizzatori sociali regionali in raccordo con quelli nazionali e misure di supporto finanziario alle imprese per consentire l’anticipazione della cassa integrazione e garantire continuità di reddito ai lavoratori”. Inoltre, l’associazione degli imprenditori spinge perché venga emanato “un avviso pubblico dedicato al comparto del mobile imbottito con sostegno sia alle aziende produttrici sia a quelle della filiera”. “Una sezione del bando deve finanziare le azioni all’estero, cioè la partecipazione alle fiere di carattere internazionale, le missioni e gli investimenti commerciali, gli eventi, i viaggi, la promozione del “Made in Italy” e del mobile imbottito di qualità sui mercati esteri, il supporto alla diversificazione dei mercati di sbocco” viene precisato mentre “un’altra sezione del bando deve finanziare la formazione e la riqualificazione del personale per accompagnare l’evoluzione del settore”. Infine, impegni vengono sollecitati anche per “affrontare l’emergenza delle imprese di minori dimensioni, che hanno

esaurito o sono sul punto di esaurire gli ammortizzatori sociali, per il sostegno del reddito dei lavoratori”, oltre alla necessità di sostenere le aziende produttrici che intraprendono azioni all’estero” e le aziende della filiera che devono “riqualificare il personale”. Insomma, impegni precisi chiesti alla Regione. Indicazioni che gli imprenditori del mobile imbottito di Confapi sperano possano essere concretizzati nella risoluzione che il Consiglio Regionale dovrà approvare nei prossimi giorni.

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