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Trisaia, traffico  di scorie nucleari inchiesta archiviata

Nel corso delle indagini, cominciate dieci anni fa il pm ha avuto contezza (soprattutto da Guido Garelli, uno 007 che lavorava per un’intelligence straniera) della presenza, negli anni ottanta, in Basilicata di agenti segreti del Regno Unito, della Cia, del Mossad israeliano e del Sismi, i quali spiavano le attività nucleari che avvenivano nel Centro della Trisaia, ipotizzando un’esportazione di armi, tecnologie e materiali strategici in particolare verso Iraq e Pakistan
• Il centro di Rotondella ora polo di ricerca ambientale
Trisaia, traffico  di scorie nucleari inchiesta archiviata
ROMA - Si è conclusa con un provvedimentodi archiviazione firmato dal gip di Potenza Gerardina Romaniello un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo lucano su due presunti traffici illeciti: uno, dall’Italia verso Paesi del Medio Oriente, di armi e materiali strategici; l’altro, dall’Italia verso la Somalia, di rifiuti radioattivi, con protagonisti agenti segreti di mezzo mondo e esponenti della criminalità organizzata. La notizia dell’archiviazione (il provvedimento risale a qualche tempo fa) è emersa a Roma durante un’audizione che il pm della Direzione Distrettuale antimafia di Potenza Francesco Basentini, titolare dell’indagine, ha tenuto davanti alla commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti. 

L'indagine giudiziaria, ha riguardato, in particolare le attività nucleari svolte in passato nel Centro Enea della Trisaia di Rotondella (Matera). L’attività investigativa non ha del tutto cancellato i sospetti di presunti illeciti, ma neppure ha permesso di raccogliere prove significative, per cui lo stesso pm Basentini aveva firmato una richiesta di archiviazione per otto ex dirigenti del Centro Enea della Trisaia e tre esponenti del clan Musitano della 'ndrangheta. 

Nel corso delle indagini, cominciate dieci anni fa il pm ha avuto contezza (soprattutto da Guido Garelli, uno 007 che lavorava per un’intelligence straniera) della presenza, negli anni ottanta, in Basilicata di agenti segreti del Regno Unito, della Cia, del Mossad israeliano e del Sismi, i quali spiavano le attività nucleari che avvenivano nel Centro, ipotizzando un’esportazione di armi, tecnologie e materiali strategici in particolare verso Iraq e Pakistan. Il pm ha, inoltre, raccolto testimonianze su un presunto traffico di rifiuti radioattivi, che – con l’intervento della 'ndrangheta – sarebbero stati, in parte, trasportati, a bordo di navi, in Somalia e, in parte, inabissati in mare a bordo di imbarcazioni fatte affondare. 

Gli approfondimenti investigativi svolti dai Carabinieri per la tutela dell’ambiente e dal Corpo Forestale dello Stato e le consulenze tecniche sulle attività del Centro Trisaia, tuttavia, non hanno consentito di andare al di là dei sospetti. Anche le dichiarazioni del pentito della 'ndrangheta Francesco Fonti sono risultate prive di riscontri, non essendo stati ritrovati fusti interrati nei siti da lui indicati.

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